A Cannes in gara le famiglie disfunzionali, da Bardem all'IA
ANSA - Cultura

A Cannes in gara le famiglie disfunzionali, da Bardem all'IA

Sabato 16 maggio 2026
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Debutta in Cannes Classics il documentario 'Vittorio De Sica - La vita in scena di Zippel

Mille colori di famiglie disfunzionali, di oggi e di un futuro non troppo lontano, nel quale ha un ruolo anche l'intelligenza artificiale. Un tema, scandito da divi e grandi registi, nei tre film in concorso oggi al Festival di Cannes, El ser querido di Rodrigo Sorogoyen con Javier Bardem, Paper tiger di James Gray con Adam Driver, Scarlett Johansson (assente sulla Croisette) e Miles Teller, e Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda.

 

Un trio arrivato in una giornata che ha visto anche il debutto dell'unico lungometraggio firmato da un regista italiano presente quest'anno a Cannes, il documentario 'Vittorio De Sica - La vita in scena di Francesco Zippel (presentato in Cannes Classics) prossimamente al cinema con Fandango. Senza dimenticare il mondo in guerra fuori dalla Croisette, evocato da Pegah Ahangarani, nel documentario Rehearsals For A Revolution nel quale l'attrice e regista racconta il suo Paese, dalla rivoluzione Khomeinista del 1979 al 2026 con il massacro dei dimostranti e la guerra in Iran.
 
 In El ser querido torna protagonista (dopo Fatherland) il rapporto tra un padre e una figlia. Ad animarlo sono Esteban Martínez (Bardem) regista di fama mondiale, amato per il suo stile senza compromessi e discusso per una vita passata segnata anche da dipendenze e eccessi, e sua figlia Emilia (Victoria Luengo), diventata attrice come la madre

 

. Il cineasta, che è stato spesso assente dalla vita della figlia torna in Spagna dopo tre anni di assenza e offre ad Emilia il ruolo da protagonista nel suo nuovo ambizioso film. Un'occasione per lui di ricucire un rapporto pieno di ferite. Si passa a una problematica 'fratellanza' in Paper Tiger' di James Gray, il primo dei due film americani il concorso. E' un cupo noir familiare ambientato nella New York di fine anni Ottanta. Adam Driver e Miles Teller interpretano rispettivamente due fratelli, Gary e Irwin Pearl, che più diversi non potrebbero essere. Entrambi cresciuti nel mito del "sogno americano" sono appartenenti a due mondi opposti: Gary è un funzionario di polizia di alto grado elegante e che gira in una costosa Mercedes; Irwin invece ha un lavoro più modesto e mantiene moglie (una straordinaria Scarlett Johansson casalinga) e figli in una casa qualsiasi. Quando i due provano a fare affari con la mafia russa, un business sulla carta apparentemente facile, quasi legale e molto redditizio, tutto precipita. James Gray ha spiegato che questo racconto nasce da esperienze personali, suoi problemi con il padre, la malattia della madre e il rapporto conflittuale col fratello.

 

Guarda invece oltre il presente Hirokazu Kore'eda che in Sheep in the box (poi distribuito in Italia da Lucky Red e Bim) torna a rendere protagonista la famiglia, composta questa volta da una coppia benestante, quella di Otone (Ayase Haruka) e Kensuke Komoto (Daigo), che recentemente hanno perso il figlio di sette anni. I due come estrema ratio accettano di accogliere nella propria casa un androide identico al bambino morto che grazie all'IA è stato rigenerato con tutti i dati disponibili: voce, ricordi, carattere e abitudini. Insomma un clone vero e proprio di Kakeru (Rimu Kuwaki). Non è chiaro però se il robot possieda una vera coscienza autonoma, grazie ai dati di cui è stato nutrito, oppure sia progettato semplicemente per simulare il comportamento emotivo del figlio perduto.

 

L'Italia largamente assente da quest'edizione, in questa giornata è fra i protagonisti con Vittorio De Sica - La vita in scena di Francesco Zippel, che traccia un ritratto del grande maestro del cinema italiano, vincitore di quattro premi Oscar, con un coro di stelle, che comprende Wes Anderson, anche produttore esecutivo del film, Isabella Rossellini, Ruben Östlund, Jean- Pierre Dardenne & Luc Dardenne, Francis Ford Coppola, Carlo Verdone, Nicola Piovani, Dominique Sanda, Asghar Farhadi. "Essere a Cannes con questo film - ha spiegati Zippel - per me è una gioia enorme. È un omaggio a uno degli uomini che mi hanno spinto a fare questo mestiere. E penso che, in un momento non semplice per il nostro cinema, sia bello essere rappresentati nel mondo da una figura luminosa come quella Vittorio De Sica".
   

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