'Scolpire la Luce', l'arte di Pablo Atchugarry illumina Roma
ANSA - Cultura

'Scolpire la Luce', l'arte di Pablo Atchugarry illumina Roma

Lunedì 18 maggio 2026
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55 sculture dell'artista uruguaiano alla Gnamc fino al 21 giugno

"Le sculture dell'artista, che amo definire organismi, sono forme che si aprono alla vita, che fioriscono, che si trasformano. Per guardarle solleviamo il viso e gli occhi provando una gioia istintiva perché sono opere piene di luce, di energia, mai chiuse in se stesse ma con una carica dinamica". Sono le parole di Gabriele Simongini, curatore della mostra 'Pablo Atchugarry. Scolpire la Luce', che la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita dal 19 maggio al 21 giugno. "Il titolo della mostra - commenta il curatore - si rifà all'etimologia della parola 'marmo', materia per cui Atchugarry è famoso in tutto il mondo, che significa appunto pietra splendente". Dopo dieci anni dall'ultima mostra romana ai Mercati di Traiano e cinque da quella a Palazzo Reale di Milano, la Gnamc ospita 55 opere di Pablo Atchugarry, artista uruguaiano di nascita e italiano di adozione, che si distinguono per forme metamorfiche, quasi aerodinamiche, che evocano tracce astratte di alberi, colonne, fiamme, corpi, panneggi e architetture. Accanto ai celebri marmi, la mostra include opere in legno ricavate da tronchi di ulivi secolari, nonché lavori in bronzo smaltato, in alabastro e in acciaio, materiali attraverso cui l'artista esplora differenti modalità espressive: dall'intimità organica delle forme sinuose dei tronchi scolpiti al potente aerodinamismo dei bronzi, fino alle grandi sculture ambientali in acciaio che dialogano con luce, aria e paesaggio. Eccezionalmente, quattro sculture dialogheranno con capolavori della collezione permanente di Arp, Fontana, Giacometti e Moore. Per la mostra, inoltre, Atchugarry donerà al museo un'opera in marmo bianco intitolata 'Splendore', appositamente realizzata per entrare nella collezione permanente della Gnamc. "Nelle sue sculture - commenta Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria - la durezza del marmo si ammorbidisce, creando ritmo e movimento attraverso l'alternarsi di luci e di ombre. Siamo felici della donazione dell'opera di Atchugarry che per la Galleria è un ponte con il Sudamerica ed è un nuovo occhio sulla plasticità della materia".
   

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