'L'opera di Ozmo ha valore culturale', street artist assolto da imbrattamento
Per intervento site-specific su una fontana nella spiaggia toscana di Baratti
(di Luciano Fioramonti) I disegni di Ozmo costituiscono un' opera artistica che ha valore culturale in quanto finalizzata a dare lustro e importanza a un bene. Con questa motivazione il Tribunale di Livorno ha assolto ''perchè il fatto non sussiste'' dall' accusa di aver imbrattato e deturpato nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2022 la Fonte di San Cerbone sulla spiaggia di Baratti (Piombino) disegnando due grandi monete etrusche con il volto di Medusa.
A contestare l'intervento site-specific dello street artist, originario di Lari (Pisa), che vive e lavora a Parigi ed è conosciuto anche all' estero per le sue incursioni su tematiche politiche e ambientali, era stata la Soprintendenza dei Beni Culturali sostenendo che l' opera era stata realizzata illecitamente su una struttura storica e aveva chiesto il ritorno alla condizione in cui si trovava. I difensori di Ozmo - gli avvocati Giuseppe Iannaccone ed Emanuele Andreis del Foro di Milano, hanno depositato molti materiali, tra cui una consulenza storica che ha confermato come l'antica fonte medievale, distrutta da decenni, fosse stata sostituita in un luogo poco distante da una fontana di alcun valore storico, peraltro da anni abbandonata al degrado, e che quindi l'opera non avesse modificato alcun bene culturale vincolato. Il giudice ha accolto questa ricostruzione. Anche il pubblico ministero aveva chiesto l'assoluzione in via principale, proponendo per scrupolo accusatorio la riqualificazione del fatto in imbrattamento (art. 639 c.p.) che ''diminuisce in modo apprezzabile il valore di un bene pubblico''. Prima di realizzare la sua opera, l'artista si era documentato studiando il contesto per collegare il gesto alla storia del luogo e aveva scelto l' immagine della Medusa ispirandosi a due monete etrusche del cosiddetto Tesori di Populonia ed esposte per la prima volta in quel periodo nel museo locale. Proprio il riferimento dei disegni di Ozmo all' esposizione delle monete ha convinto il giudice a concludere che ''il collegamento attribuisce valore culturale dell' opera, finalizzata a dare lustro e importanza a un bene con effetti incompatibili all' insudiciamento che sottende ai concetti di deturpamento o imbrattamento''. Anche il sindaco di Piombino e la direttrice del Museo Carolina Megale avevano apprezzato l' intervento sulla fontana, che pochi giorni dopo fu coperto da vandali con vernice, ripristinato dall' artista e nell' aprile 2023 rimosso definitivamente su disposizione della Soprintendenza. "La sentenza - ha commentato Ozmo - riconosce il valore culturale della mia arte e l'attenzione che metto in ogni intervento: è un precedente storico per l'arte pubblica nel Codice dei Beni Culturali. A tre anni dalla rimozione forzata dell' opera che avevo donato, però, la fontana della mia infanzia è di nuovo in abbandono, imbrattata di rosso da ignoti. Il paradosso è che chi ha operato con intento culturale è stato processato e alla fine assolto con formula piena ma chi ha vandalizzato l'opera non è stato cercato''.
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