Da Pace a New York i pini marittimi di Julian Schnabel
ANSA - Cultura

Da Pace a New York i pini marittimi di Julian Schnabel

Mercoledì 20 maggio 2026
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Una nuova serie dipinta ad Ansedonia dopo il film presentato l'anno scorso a Venezia

I pini marittimi dipinti l'anno scorso da Julian Schnabel durante un lungo soggiorno sulla collina di Ansedonia sono in mostra fino al 14 agosto alla galleria Pace di New York: Italy Though Its Trees e' il secondo evento artistico, dopo quello dedicato a un isolato di distanza da Gagosian agli alberi di bronzo di Giuseppe Penone, in cui elementi distintivi del paesaggio arboreo italiano - le pinete costiere tirreniche, le foreste vetuste del Piemonte - diventano protagonisti.
    Da Pace i pini dalla chioma a ombrello delle coste toscane e laziali sono al centro di una serie di dipinti su mappe e di altri con la formula dei celebri "piatti rotti". La mostra segna un nuovo capitolo nel rapporto pluridecennale con l'Italia di Schnabel che ci arrivo' poco piu' che ventenne per vedere la Cappella degli Scrovegni di Giotto e i dipinti di Caravaggio e Piero della Francesca. Schnabel - spiega la galleria - ha iniziato a riflettere più profondamente su questi alberi lo scorso anno, mentre viveva vicino a Villa Borghese durante le riprese del film In the Hand of Dante presentato furio concorso a Venezia. Terminata la produzione, l'artista si rifugio' ad Ansedonia, dove la sua casa e' circondata di pini. Lì, lavorando en plein air, l'artista inizio' una serie di dipinti su mappe raffiguranti i pini intorno alla casa. Da queste opere è nato un corrispondente gruppo di "plate paintings" sullo stesso soggetto che, insieme, costituiscono il cuore della mostra da Pace.
    Sia quella dei piatti rotti che i dipinti sulle mappe hanno radici alla fine degli anni Settanta. Per queste nuove composizioni Schnabel ha utilizzato mappe settecentesche riprodotte in grande scala su cui i tronchi sottili e le chiome rigogliose dei pini seguono e attraversano i confini geografici in un intreccio di segni astratti. I nuovi "plate paintings", serie iniziata nel 1978, derivano direttamente dai lavori sulle mappe. "Stavolta ho dipinto lavorando sul pavimento", racconta Schnabel: "Invece di usare un fondo scuro, ho scelto un fondo giallo Napoli; poi, tra il blu e il giallo Napoli, potevo affrontare qualsiasi trasformazione del cielo, e poi i rami, in cremisi e violetto minerale". Applicando inizialmente frammenti di stoviglie rotte sulla tela per creare una superficie dinamica e materica, l'artista ha lavorato con il pennello seguendo le forme casuali generate dai cocci, creando chiome avvolgenti che catturano diverse qualità della luce quasi ignorando le interruzioni della superficie che spezzano i segni e lasciano nascere altri tipi di ombre all'interno del verde e dell'azzurro del cielo.
    I dipinti di Schnabel sono esercizi di astrazione: suggeriscono l'idea che l'astrazione si nasconda nel mondo visibile come possibilità interna alle forme. "È l'idea del vedere", dice l'artista parlando di queste opere, sospese tra dimensione pittorica e fisica, con gli aghi dei pini che, come le setole del pennello, "sono sempre in procinto di consolidarsi e allo stesso tempo di disfarsi".
   

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