Fallaci paladina della libertà e un genio secondo Feltri che si commuove
ANSA - Cultura

Fallaci paladina della libertà e un genio secondo Feltri che si commuove

Giovedì 21 maggio 2026
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clima acceso al ricordo in Senato a vent'anni dalla morte promosso da Fondazione Einaudi

Grande giornalista, inviata di guerra, scrittrice di libri di successo e poi, dopo l'11 settembre, autrice di articoli e di un libro 'La rabbia e l'orgoglio' con cui punta il dito contro un processo di decadenza che sarebbe in atto nella civiltà occidentale, soprattutto europea. E' un ritratto a tutto tondo di Oriana Fallaci ma che prende le mosse soprattutto da quest'ultima fase quello tratteggiato in occasione del ventennale dalla sua scomparsa, nell'incontro promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi con il titolo "Oriana Fallaci, una donna: il dovere della libertà. La risposta dell'Occidente al fondamentalismo islamico". A renderle omaggio con il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, e il segretario generale della Fondazione, Andrea Cangini, ci sono il senatore Marco Lombardo di Azione che ricorda il "gesto iconico" di quando intervistando l'Ayatollah Khomeini la giornalista si tolse il chador, e i giornalisti Vittorio Feltri, in collegamento come Ernesto Galli della Loggia, e poi Enrico Mentana e Fiamma Nirenstein. "L'11 settembre - osserva Mentana - è il pugno che arriva nel cielo di Manhattan alle idee di vittoria dell'Occidente e della fine della storia e c'è lei che lo testimonia con la forza del racconto: le sue parole partono da quel cielo e arrivano alla considerazione su come il nostro sistema di valori dovesse confrontarsi con qualcosa di pericolosissimo. la sfida che arrivava dall'Islam fanatico e terrorista". Quella battaglia la sentiva come una necessità "ma lei - osserva il direttore del Tg di La7 - è stata mille altre cose prima di questo: è stata una paladina, una guerrigliera della libertà su tutti i fronti, contro la dittatura greca e contro le figure che anche sul versante mediorientale in qualche modo minacciavano la libera convivenza". La sua "battaglia di civiltà è molto simile a quella che tutti noi, molto più modestamente, fronteggiamo oggi.
    Per esempio, non so immaginare cosa scriverebbe oggi di Trump" si chiede Mentana . Che alla domanda del moderatore Cangini su "cosa direbbe oggi Oriana Fallaci sui fatti di Modena e sull'atteggiamento di Ben Gvir e, nell'ultima fase, del governo Netanyahu?" risponde che "non sono le risate di Ben Gvir che fanno indignare in quel video, è il trattamento delle persone, che non è stato imposto da Ben Gvir, è nei protocolli di azione delle forze israeliane". Parole che non sono condivise da Nirenstein e che suscitano la reazione del senatore di Fratelli d'Italia Giulio Terzi di Sant'Agata che ribatte ma poi decide di alzarsi e visibilmente contrariato lascia la sala . "In democrazia se uno si presenta senza armi non si puo' considerare alla stregua di nemici" aveva detto in precedenza il giornalista. Per Nirenstein invece la responsabilità è di Ben Gvir che "ha violato l'indicazione governativa, ha fatto una idiozia ripugnante per cui dovrebbe essere licenziato". Glissa Mentana: "Oriana avrebbe litigato con tutti noi". Il ricordo di Vittorio Feltri coglie le asperità del carattere di Fallaci: "al Corriere - racconta - la gente tremava quando arrivava lei" che al di là di tutto "era semplicemente un genio". Diventano amici perché Oriana finisce le sigarette: "le diedi un pacchetto e diventammo amici, così quando veniva in Italia si fermava da me.
    Quando decise di morire scelse come ultima tappa casa mia". Il rammarico è di non esserci riuscito a parlare un'ultima volta: "Prima che lei morisse fui ricoverato anche io e lei mi cercò ma non riuscii a parlarle, è stato un dolore enorme" afferma visibilmente commosso Feltri.
    "Luigi Einaudi ci ha insegnato che la libertà si nutre di responsabilità e di coraggio, che una società libera non si regge solo sulle leggi ma sulle caratteristiche morali dei cittadini" afferma Giuseppe Benedetto."Oriana giunse alla stessa conclusione: aveva capito che la libertà è molto più fragile di quello che le società occidentali amavano pensare". Oriana Fallaci "è stata una profeta a tutti gli effetti visto che ha costretto l'Occidente a riflettere sul rapporto con l'Islam fondamentalista e lo ha fatto dopo l'attacco delle Torri gemelle ma prima che l'Europa venisse colpita al cuore" afferma il segretario generale della Fondazione Einaudi, Andrea Cangini.
   
   

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