Il cinichilismo, malattia del mondo da cui si può ancora guarire
ANSA - Cultura

Il cinichilismo, malattia del mondo da cui si può ancora guarire

Domenica 24 maggio 2026
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Nel saggio di Virginia Saba la fotografia del presente drammatico in cui siamo immersi

(di Chiara Venuto) VIRGINIA SABA, 'CINICHILISMO. IL NUOVO PARADIGMA DEL POTERE' (If Press, pp. 157, euro 15).
    La malattia del nostro mondo è il 'cinichilismo'. A pensarlo è Virginia Saba, che per If Press ha scritto - appunto - 'Cinichilismo. Il nuovo paradigma del potere' (pp. 157, euro 15), saggio in cui analizza la società contemporanea, riconoscendovi un atteggiamento in cui si fondono la perdita dei valori tipica del nichilismo con un adattamento pragmatico e disincantato a questa perdita, una forma di cinismo.
    "Il cinichilismo, rispetto alle due correnti (da cui prende il nome, ndr), non è né doloroso né scelto - si legge nel volume -. È una condizione ambientale in cui si è immersi come si è immersi nell'aria". È ciò che ci porta, sostiene, a "diffondere un video con un bombardamento accompagnato dalla Macarena, festeggiare con lo champagne l'approvazione della legge sulla pena di morte, accoltellare il compagno di scuola per una banalità, scrollare lo schermo del cellulare e passare con indifferenza dalle immagini dei bambini che muoiono sotto le macerie ai gatti che ballano".
    Insomma, davanti al crollo degli ideali del passato, per Saba siamo inevitabilmente portati a reagire con una forma di indifferenza che ci fa adattare a qualsiasi cosa, invece che reagire o cercare di fondare la nostra esistenza (e comunità) su nuovi valori. È una postura che riguarda tutti: dai vertici del potere politico ed economico all'ambito tecnologico, fino alle giovani generazioni. Ed è pericolosa a ogni livello.
    "Trasformare un rumore di fondo dell'esperienza quotidiana in un problema percepito seriamente - scrive l'autrice - equivale a capire che la nullificazione del senso e l'adattamento cinico ad esso porta inevitabilmente al nulla più totale. In termini apocalittici, ma neppure così assurdi, all'autodistruzione".
    Per questo motivo, da lei - dopo la diagnosi, l'analisi, la ricerca delle radici filosofiche e i rischi del fenomeno - giunge anche lo stimolo alla ricerca di una soluzione al morbo cinichilista. A ispirarla particolarmente è l'opera di papa Francesco, da cui "emerge costantemente l'invito a sottrarsi alla logica dell'automatismo culturale che caratterizza il nostro tempo - racconta -. Contro questa tendenza, il suo magistero propone di riscoprire la serietà dell'esistenza, la densità delle relazioni umane e la responsabilità che ogni individuo porta nei confronti del mondo". Saba trova una guida anche nelle parole di Friedrich Nietzsche, che invita ad "attaccarci a ciò che abbiamo amato con tutte le nostre forze e passione". Poi, come delle pillole, propone delle pratiche di resistenza: posizioni spirituali che vanno dall'abitare sé stessi allo scegliere consapevolmente, accettando il rischio della perdita e dell'errore, e che possono riportarci con i piedi ben saldi nella realtà, in tutta la sua gravità.
   

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