Storia Pop, 100 pillole Rai per raccontare il passato con il linguaggio di oggi
Chicche video di cinque divulgatrici sui social e in access prime time sul canale 54
Prima del referendum istituzionale, una delle foto della famiglia reale italiana fu ritoccata.
Mentre alle donne, che in quell'occasione furono chiamate al voto, non fu permesso di mettere il rossetto. Sono solo alcune delle chicche da scoprire attraverso 'Storia Pop', una serie di 100 pillole - 20 per divulgatrice - che dall'1 giugno saranno pubblicate su RaiPlay, sui profili social di Rai Storia e su YouTube, oltre a essere mandate in onda in access prime time sul canale 54 con 5 video a sera.
I volti dell'iniziativa, presentata stamattina nella sede Rai di via Alessandro Severo e che partirà con degli approfondimenti dedicati agli 80 anni della Repubblica, sono cinque giovani storyteller: Beatrice Flammini, Emanuela Lucchetti, Charlotte Marincola, Carla Oppo e Maria Sole Sanasi.
"Il progetto - ha spiegato Fabrizio Zappi, direttore Rai Cultura ed Educational - rappresenta un cambio di passo nel modo in cui la storia viene veicolata al nostro pubblico. Formati snelli, brevi, per andare incontro alle esigenze mediatiche dei più giovani". Alla base dell'idea, una domanda: "ma chi l'ha detto che i giovani non sono interessati alla storia? - ha raccontato Marco Lanzarone, vicedirettore Rai Cultura ed Educational - Loro sono interessati alle singole storie, come tutti noi. Così è nato il progetto".
"Ciascuna di noi interagisce col pubblico in modo diverso - ha chiarito Carla Oppo -. Abbiamo guardato alla storia repubblicana immaginandola più come un progetto in divenire che un monumento". "Abbiamo attraversato la storia catturando delle immagini, delle istantanee, degli oggetti concreti - ha proseguito Charlotte Marincola -. Una strategia narrativa per uscire da una modalità divulgativa storica frontale".
Maria Sole Sanasi sostiene di avere "cercato di creare una comunione di identità tra fatti e persone, perché i fatti sono espressione completa della mente e delle azioni di chi li ha compiuti". Per Emanuela Lucchetti "pensare continuamente a un ponte tra passato e presente è stato importante". Secondo Beatrice Flammini, in arte Prosopobea, "il mondo antico è qualcosa di troppo importante per rimanere nascosto e anche per questo faccio divulgazione".
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