Emiliano, sto bene lontano dalla politica, chi mi trova antipatico compri il mio libro
ANSA - Cultura

Emiliano, sto bene lontano dalla politica, chi mi trova antipatico compri il mio libro

Lunedì 25 maggio 2026
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"Mi ha sempre dato dolore passare per chi non sa vivere senza il potere"

"Mi auguro che questa storia piaccia e che io sia spinto ad andare avanti, così tolgo il disturbo per la politica e mi metto a fare un altro mestiere. Tutti quelli ai quali io sono antipatico possono comprare questo libro". Michele Emiliano, ex presidente della Regione Puglia, arriva alla presentazione del suo thriller, 'L'alba di San Nicola' (Solferino, pp. 400, euro 21,50), alla Mondadori della Galleria Alberto Sordi di Roma dicendo così. In t-shirt nera e pantaloni pendant non sembra quasi lui, e qualcuno glielo fa notare: la mise, ormai, è quella dello scrittore. Al che ribatte: "Sì, esistenzialista (ride, ndr)". Poi ammette che non ha fatto in tempo a cambiarsi.
    Fatto sta che Emiliano, impegnato da qualche settimana nella presentazione del suo romanzo, sembra un altro. Sicuramente più sereno, dopo "certe mattonate" che racconta di aver preso in tanti anni. "La cosa che mi ha sempre dato più dolore era l'idea di passare per uno che non sapeva vivere senza l'esercizio del potere - spiega -. In questo momento sono veramente felice di non avere questo carico addosso. Fermo restando che la responsabilità verso il prossimo, le cose che ho curato in questi anni è fortissima dentro di me. Però ho concluso una parentesi della mia vita molto bella, strepitosa, quella da sindaco, da Pubblico Ministero antimafia, da presidente di Regione". Ma le continuano a fare le domande di prima? "Tutto - dice -. A un certo punto uno accetta l'idea di dover parlare dei fatti propri con gli altri. Bisogna farlo con grande pazienza.
    All'inizio non ero così bravo a sopportarlo, adesso lo sono molto di più. Però devo dire che la gente ha capito fino in fondo lo spirito che mi animava".
    Insomma, l'ex governatore pugliese pare sia ostinato a cambiare vita e dedicarsi alla scrittura. "Si sta bene lontano dalla politica perché la politica e, in particolare, l'amministrazione, significa che piove e la gente ti chiama, non piove e ti chiama, e quindi c'è una preoccupazione permanente nell'aprire il telefono, i giornali. Tutto ciò che accade alla tua comunità accade a te e te ne senti responsabile anche quando non ci sarebbe stato nessun modo per impedire alcuni fatti.
    Quindi è una vita affascinante, bellissima, mi sono innamorato della mia terra ancora più di quanto non lo fossi prima, però sinceramente quando finisce è un sollievo, è come quando termina una sofferenza, come quando ti laurei, finalmente dai compimento ai sacrifici e adesso peraltro ho anche la soddisfazione di vedere che le cose vanno bene oggi".
    Perciò, ribadisce "tutti quelli che mi vogliono lontano dalla politica comprino il libro". Fino al 2027? "Poi vediamo". E tra il pubblico non manca il sostegno di qualche volto (politico) amico, da Francesco Boccia a Nicola Zingaretti, quasi a tradire un bluff.
    Tornando al libro, comincia la presentazione, in dialogo con Gianrico Carofiglio. Quello di Emiliano è un legal thriller che scava nell'Italia di inizio Novecento, parlando anche di giustizia sociale e politica, di Nord e Sud, del pericolo che il potere diventi un'arma e la libertà un lusso. Il politico e magistrato "non è che ha fatto solo un romanzo ambientato a Bari, un romanzo storico o un giallo. Li ha messi tutti e tre assieme e ha fatto anche la critica del potere. Insomma, la solita faccia tosta, nel senso buono - commenta Carofiglio -.
    Quando un amico ti chiede di presentare il suo libro, uno che non è un professionista, pensi: 'Speriamo che...'. Invece sono rimasto piacevolmente sorpreso".
    Scrivere, rivela Emiliano, "fa bene anche come terapia, perché riordina i pensieri, solidifica i propri convincimenti. E poi ci vuole coraggio, perché una volta che scrivi ti metti nelle mani di chi legge. Mi avevano chiesto un noir, però poi, evidentemente, l'indagine penale, il giallo, è sempre una scusa per parlare d'altro". Quello per Solferino, continua, "è un libro che io ho trasposto nel tempo, a più di cento anni fa, ma non escludo che si possa tranquillamente trovare il cenno di quello che sta accadendo, sia nella giustizia, ma anche nel gioco delle grandi potenze internazionali".
   

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