Bologna ricorda Federico Enriques con la Turrita d'Argento
ANSA - Cultura

Bologna ricorda Federico Enriques con la Turrita d'Argento

Martedì 26 maggio 2026
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Il riconoscimento all'editore che fece della cultura una missione civile

Bologna rende omaggio alla memoria di Federico Enriques, storico presidente e amministratore delegato della casa editrice Zanichelli, con la Turrita d'Argento, il massimo riconoscimento civico conferito dal Comune. "Imprenditore illuminato, capace di coltivare l'ambiente lavorativo con un approccio metodico, inclusivo e lungimirante", Enriques, morto a 84 anni, è stato ricordato a Palazzo d'Accursio nel corso di una cerimonia molto partecipata alla presenza della famiglia, del sindaco Matteo Lepore e di numerose personalità del mondo culturale e accademico.
    "Federico Enriques è stato il presidente e amministratore delegato della Zanichelli, ma soprattutto una figura intellettuale, un uomo colto che ha aiutato la cultura del nostro territorio e lo ha fatto anche a livello nazionale", ha detto il sindaco Matteo Lepore.
    "Oggi lo ricordiamo con questa Turrita d'Argento e con l'impegno che ci siamo presi insieme alla famiglia di continuare il suo lascito, portando nel futuro il suo attaccamento alla cultura e l'idea della politica come spirito di servizio".
    "Abbiamo bisogno di figure come la sua - ha aggiunto - perché abbiamo bisogno di tornare ai fondamentali: la scuola, lo studio, la cultura, l'ascolto e la generosità".
    Commosso il ricordo della vedova Giovanna Pesci Enriques, che ha ripercorso le città e le radici familiari che hanno segnato la vita del marito: da Udine, città d'origine della famiglia materna antifascista, a Ivrea, Torino, Milano fino a Bologna, "dove Federico è arrivato nel 1960 per l'università, il lavoro e la famiglia".
    "A Bologna Federico ha vissuto con impegno i valori che gli erano stati trasmessi e che ha reso sempre più evidenti e tangibili nella realtà della sua vita", ha detto la vedova, ricordando come "la politica sia sempre stata al centro della sua visione, nel lavoro, nell'impegno civile e anche nei rapporti personali e familiari".
    Per la figlia Irene Enriques: "è un grande onore ricevere questa onorificenza. Papà non chiedeva niente, quindi è bello che lui abbia avuto questo riconoscimento. Gli avrebbe fatto molto piacere". "Questa Turrita non è soltanto un riconoscimento - ha concluso Lepore - ma una promessa collettiva: continuare a fare di Bologna una città della cultura, della democrazia e della partecipazione".
   

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