La nuova creazione di Lenz, Iliade#2 Ginocchia, all'Ospedale Maggiore di Parma
Il debutto il 4 giugno, l'indagine sul tema della violenza attraverso il corpo umano
L'aula Giorgio Canuto dell'ex Istituto di Medicina Legale dell'Ospedale Maggiore di Parma ospita, il 4 giugno alle 20.45, la prima di 'Iliade#2 Ginocchia Procedimento in 9 suppliche', nuova creazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto per Lenz Fondazione. Lo spettacolo, secondo capitolo del progetto triennale Atlante sulla Violenza, sarà replicato il 5, 8, 9, 10, 11 e 12 giugno.
Il lavoro prosegue la ricerca anatomico-drammaturgica sull'Iliade di Omero, indagando il tema della violenza attraverso il corpo umano. Al centro dell'azione performativa è il corpo inginocchiato: quello dei vinti, delle vittime e dei supplici che chiedono pietà al carnefice, ma anche il corpo che cerca contatto con la terra, con la radice e con l'ignoto.
L'installazione site-specific, realizzata in collaborazione con l'Università di Parma e attraversata dai campi sonori di Andrea Azzali, eseguiti da un ensemble strumentale. In video gli attori Marco Cavellini, Massimiliano Cavezzi, Guglielmo Gazzelli, Paolo Maccini, Luigi Moia, Lino Pontremoli e Delfina Rivieri.
Da Priamo inginocchiato davanti ad Achille fino alla morte di George Floyd, l'opera traccia un'unica linea di sofferenza e sopraffazione. Nove sequenze drammaturgiche danno voce alle vittime della guerra: Ecuba e i figli Polidoro, Polissena, Creusa, Cassandra ed Eleno, insieme a Elena, in attesa di giustizia e perdono. L'Aula Canuto, antica sala anatomica, diventa spazio simbolico della violenza perpetrata e subita: luogo di osservazione, giudizio e possibile riparazione.
L'imagoturgia di Lenz intreccia i volti degli attori sensibili ai movimenti reiterati delle ginocchia dei performer. Il progetto si confronta con il concetto di forza elaborato da Simone Weil: una forza che riduce l'essere umano a cosa, attraversando i secoli dall'epica omerica alla cronaca contemporanea.
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