Patricelli riscrive il 2 giugno, vincono i Savoia
ANSA - Cultura

Patricelli riscrive il 2 giugno, vincono i Savoia

Giovedì 28 maggio 2026
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Un thriller storico tra Guerra fredda e Italia del dopoguerra

MARCO PATRICELLI, 'SE AVESSE VINTO LA MONARCHIA. 2 GIUGNO 1946. UNA STORIA CONTROFATTUALE' (Solferino, pp. 320, euro 19,90).
    Un'Italia che nel referendum del 2 giugno 1946 sceglie la sopravvivenza della monarchia sabauda: è lo scenario di 'Se avesse vinto la monarchia', in libreria dal 29 maggio, dello storico Marco Patricelli. Per la prima volta alle prese con una storia alternativa, l'autore intreccia ricostruzione documentale e romanzo di intelligence, dando vita a un'opera credibile, serrata e attuale.
    Il volume, arricchito dalla prefazione dello storico Aldo Alessandro Mola, si sviluppa attorno all'operazione segreta 'White Cross', il piano destinato a impedire che l'Italia cada nell'orbita sovietica attraverso una vittoria della Repubblica al referendum. Nel romanzo, il progetto viene concepito da Harry Truman e affidato al contrammiraglio Sidney Souers, tra le prime figure della diplomazia occulta americana del dopoguerra.
    "Stiamo falsando un'elezione, stiamo andando contro i princìpi su cui si fonda la nostra nazione", osserva il presidente in un colloquio riservato.
    Da qui, il racconto assume presto i contorni del thriller politico: si sviluppa tra Casa Bianca, diplomazia internazionale e primi equilibri della Guerra fredda, muovendosi anche tra i corridoi del Quirinale e analizzando i rapporti tra Alleati e Unione Sovietica, con sullo sfondo un Paese ancora segnato dalle divisioni del conflitto civile.
    Patricelli adotta il passo del romanzo storico, ma conserva il rigore dello studioso. Il libro alterna dialoghi serrati, ricostruzioni diplomatiche ed episodi che accentuano la frattura morale lasciata dall'8 settembre. Tra questi, quelli dedicati alla fuga della famiglia reale da Roma dopo l'armistizio.
    Il punto di forza dell'opera è nella tenuta narrativa.
    L'autore costruisce l'ipotesi senza forzature spettacolari, appoggiandosi a documenti, rapporti alleati e figure realmente esistite. Il risultato è un racconto dal ritmo cinematografico, che conserva però un impianto storico rigoroso, capace di interessare sia il lettore appassionato di storia contemporanea sia chi cerca un racconto politico ricco di tensione. La componente narrativa talvolta prevale sull'approfondimento psicologico, senza tuttavia compromettere la riuscita complessiva del libro.
    Anche i personaggi storici vengono tratteggiati con attenzione. Umberto di Savoia emerge come una figura incerta, stretta tra responsabilità istituzionali e limiti personali, mentre Togliatti, Badoglio, De Nicola e Vittorio Emanuele III mantengono una presenza convincente all'interno della ricostruzione. L'autore evita toni nostalgici o apertamente ideologici. Si concentra invece sugli equilibri politici e internazionali che avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi.
   

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