Una delle prime magistrate, 'nuove generazioni credano in sé stesse, possono farcela'
"Quando entrai in magistratura ero sola. Ora le donne sono la maggioranza"
"Le donne non potevano entrare in magistratura, e finalmente con la legge del 9 febbraio 1963 fu data questa possibilità, che cambiò radicalmente sia l'immagine del corpo della magistratura, sia, secondo me, il modo di fare giurisprudenza, quindi fu un momento molto significativo e molto importante". Lo ha detto all'ANSA Maria Gabriella Luccioli, una delle prime otto donne a entrare in magistratura in Italia e prima donna a essere nominata Presidente di sezione presso la Corte di Cassazione, in occasione della presentazione della mostra "Le donne della Repubblica. Ottanta anni di conquiste nelle cronache dell'ANSA. 1946 - 2026", al Complesso di Vicolo Valdina, in piazza Campo Marzio 42 a Roma.
"Quando entrai in magistratura ero completamente sola - ha ricordato -. Eravamo in otto, ma nel distretto di Roma c'ero solo io e quindi mi sono dovuta confrontare con ambienti sempre maschili, con tutto ciò che questo comportava in termini di attesa, perplessità, scetticismo, paternalismo odioso. E quindi bisognava dimostrare che quella ammissione era meritata, essere sempre bravissime, disponibili a tutte le esigenze dell'ufficio".
Com'è l'ambiente oggi? "Numericamente è completamente cambiato - ha affermato Luccioli -. Ora le donne sono il 57% del totale dei giudici e questo numero è destinato ad aumentare sempre di più, perché sempre più donne vincono il concorso, perché escono dall'università sempre più motivate. Quindi la femminilizzazione è stata molto rapida, però negli uffici dei vertici si avverte ancora una scarsa rappresentanza femminile.
Quindi è importante ricordare questi ottant'anni di storia, così come credo sia fondamentale per le nuove generazioni credere in sé stesse e impegnarsi, perché ce la si può fare".
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