Un elisir per la vita nella nuova stagione dello Stabile di Torino
ANSA - Cultura

Un elisir per la vita nella nuova stagione dello Stabile di Torino

Venerdì 29 maggio 2026
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Un cartellone con 94 titoli per il 2026-27, ventuno produzioni e coproduzioni

'Elisir', non una ricetta per l'immortalità o per fermare il tempo ma il potere del teatro di trasformare questo tempo in gioco, stupore, ironia: è questo il tema scelto dal Teatro Stabile di Torino per la stagione 2026-2027, un cartellone di 94 titoli in sede e in tournée, tra cui ventuno produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e sedici spettacoli per Torinodanza Festival. A inaugurare la stagione, un classico di Goldoni, 'Una delle ultime sere di Carnovale' con la regia del direttore artistico dello Stabile, Valerio Binasco.
    Il cuore di questa stagione sarà il nuovo progetto produttivo firmato dal nucleo artistico del TsT, la cui composizione si rinnova con la nomina, accanto al direttore artistico e al direttore artistico junior, Diego Pleuteri, di Leonardo Lidi come vicedirettore artistico che tornerà anche a confrontarsi con l'opera di Natalia Ginzburg portando in scena 'L'inserzione' e, con gli allievi della scuola per attori, 'Il taccuino di Trigorin' di Tennessee Williams.
    Tratto distintivo di questa stagione è l'investimento nel ricambio generazionale e l'attenzione per i linguaggi contemporanei e multidisciplinari: confermata una seconda edizione di 'Energie Nove' e una terza edizione di 'Torinodanza Extra'. Due terzi dei titoli in programma di autori e autrici viventi. Fra le produzioni e coproduzioni 'L'evento' diretto da Kriszta Székely, il terzo capitolo de 'La trilogia dei Libri', il Corano, diretto da Gabriele Vacis, 'Madre Courage e i suoi figli' con la regia di Leo Muscato e 'Scusate se non siamo morti in mare', scritto e diretto da Emanuele Aldrovandi.
    "Noi pensiamo che il teatro - dicono il direttore e il presidente del Tst, Filippo Fonsatti e Alessandro Bianchi - sia un ambiente capace di rigenerare lo sguardo, il desiderio e la relazione con il presente. Non proprio cura e nemmeno semplice intrattenimento, ma forma di energia vitale e antidoto alla ripetizione, all'apatia, all'impoverimento dell'esperienza quotidiana.
   

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