Tempesta, la battaglia per il futuro si combatte sull'Atlantico
ANSA - Cultura

Tempesta, la battaglia per il futuro si combatte sull'Atlantico

Venerdì 29 maggio 2026
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Il potere ha ancora un limite, o vince solo chi è disposto a usare la forza senza regole?

MARIO DE PIZZO, TEMPESTA. REYKJAVÍK, BREST, NEW YORK, RABAT E LA NUOVA BATTAGLIA PER L'ATLANTICO ("Pensiero Libero" - Luiss University Press; Pagg. 100 ; 16 euro) Che cosa hanno in comune Reykjavík, New York, Brest e Rabat? Sono le quattro città al centro della tempesta geopolitica più importante dei prossimi anni: la lotta per il controllo dell'oceano Atlantico. Quattro luoghi apparentemente lontani, eppure collegati da una rete invisibile di tensioni, interessi e rivalità che agitano già i mari, i fondali e le cancellerie di tutto il mondo.
    "Tempesta. Reykjavík, Brest, New York, Rabat e la nuova battaglia per l'Atlantico" è il libro di Mario De Pizzo, giornalista del Tg1 Rai che da inviato ha seguito l'attività di diversi Presidenti del Consiglio nei principali vertici internazionali e che dal 2024 è analista come Nonresident Senior Fellow dell'Atlantic Council, uno tra i più autorevoli think-tank di geopolitica a livello globale. De Pizzo che collabora anche con la rivista francese "Le Grand Continent" ha già scritto, sempre per Luiss University Press, "L'America per noi" (2021).
    "Questo libro non è un requiem per l'Occidente. È una carta nautica per navigare la tempesta. Leggetelo con attenzione.
    Perché la tempesta non è alle porte: è già qui. E il modo in cui la affronteremo deciderà se l'Atlantico resterà un ponte o diventerà un fossato" scrive Giampiero Massolo che ne cura la prefazione, mentre il libro è arricchito anche da un dialogo con Giuliano Amato sul senso dell'Occidente.
    Il volume analizza le sfide e i rinnovati equilibri del potere globale offrendo una riflessione di strettissima attualità sulla mappa delle relazioni internazionali, ponendo al centro dell'analisi l'oceano Atlantico, tornato a essere il teatro di una nuova e serrata competizione strategica, militare ed economica: sottomarini russi, cinesi e americani si osservano, si inseguono e si studiano in un equilibrio precario fatto di deterrenza e ombre.
    Attraverso quattro nodi geografici cruciali - Reykjavík, Brest, New York e Rabat - l'autore indaga la questione del multilateralismo. La difesa delle infrastrutture critiche, la necessità di regolamentare la proliferazione nucleare e l'urgenza di governare l'avvento delle armi autonome guidate da sistemi di Intelligenza Artificiale obbligano a un rilancio della cooperazione internazionale. Una lettura fondamentale per interpretare le tensioni del nostro tempo e comprendere il futuro della sicurezza occidentale.
    Mentre si delineano gli spazi di una guerra ibrida e sfuggente, combattuta non solo con missili e flotte, ma attraverso sabotaggi, attacchi ai cavi sottomarini e offensive cibernetiche, il legame storico tra Europa e Stati Uniti scricchiola sotto la pressione di potenze rivali e divisioni interne sempre più profonde.
    Chi governerà i mari governerà il mondo; ma a quale prezzo? Al cuore di Tempesta resta una domanda urgente: il potere ha ancora un limite, oppure vince solo chi è disposto a usare la forza senza regole?
   

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