Liste d'attesa, per Cittadinanzattiva mancano dati sulle 'agende chiuse'
Mandorino: "Nuova piattaforma segna un miglioramento, ma mancano i dati per singole Asl"
La mancanza di informazioni sul fenomeno delle 'agende chiuse', ovvero l'accesso a prenotazioni momentaneamente bloccato, e la mancanza di dati divisi per le singole Asl sono alcune delle criticità evidenziate da Cittadinanzattiva sulla nuova Piattaforma di monitoraggio delle liste d'attesa presentata da Agenas.
"Registriamo un buon segnale in termini di trasparenza", spiega la segretaria generale Anna Lisa Mandorino, ma restano alcune "questioni essenziali sulle quali è necessario lavorare, affinché la piattaforma risulti uno strumento utile".
Innanzitutto, "mancano i dati riferiti alle singole Asl, così come sarebbe necessario entrare nel dettaglio delle mancate accettazioni del cittadino del primo appuntamento offerto dal Cup. Inoltre mancano dati sul fenomeno delle agende chiuse, che ci viene segnalato da moltissimi cittadini in riferimento a singole aziende". Altrettanto importante è "analizzare il fenomeno delle prescrizioni non prenotate, per comprendere in che misura sia legato a problemi di inaccessibilità dei Cup o al passaggio a canali privati".
Non ci sono, inoltre, sottolinea l'associazione, "dati sufficienti sui percorsi di garanzia attivati e gestiti, ossia quelli che consentono al cittadino di avere la prestazione nei tempi utili laddove non ci sia posto nel canale pubblico, così come andrebbe integrato il monitoraggio delle visite di controllo, in particolare per i pazienti cronici e fragili". Si tratta di indicatori, conclude Mandorino, che sarebbe utile integrare nell'aggiornamento periodico della stessa Piattaforma.
"Diamo la nostra disponibilità a lavorare in tale direzione, anche alla luce di quanto i cittadini ci segnalano".
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