Serena Dandini, basta distrarsi un attimo e i diritti te li tolgono
A Dogliani per la prima volta. 'Ritornare in tv? Non lo escludo, mai dire mai'
(di Amalia Angotti) "I diritti non cadono dal cielo e non sono conquistati per sempre". È il messaggio di Serena Dandini, al pubblico di Dogliani nel corso di un incontro che, partendo dal suo ultimo libro, si allarga alla storia delle donne italiane, alla televisione, alla satira e al rapporto con le nuove generazioni. E tra i ricordi e le riflessioni sul presente arriva anche un'apertura sul futuro: "Mai dire mai, non è detto che non torni in televisione", dice sorridendo, tra gli applausi. "È una minaccia o una notizia?", scherza Antonio Dipollina durante l'intervista.
Al Festival della Tv di Dogliani, che per Serena Dandini, è un debutto, il cuore del dialogo è il libro 'Paura non abbiamo'(Einaudi Stile Libero), un viaggio nelle vite delle donne che hanno contribuito alla costruzione della Repubblica e alla conquista dei diritti civili e politici. Dandini insiste sulla necessità di conservare la memoria di quelle battaglie, soprattutto in un'epoca in cui molte conquiste sembrano scontate. "Bisogna vigilare", osserva, ricordando come ogni crisi economica o politica rischi di trasformarsi in un arretramento sul terreno dei diritti.
Nel racconto trovano spazio figure come Teresa Noce e Lina Merlin, donne che hanno lasciato un segno profondo nella storia italiana pur restando spesso ai margini della memoria pubblica.
Per Dandini, conoscere quelle vicende significa comprendere da dove arrivano libertà oggi considerate normali e capire perché non debbano essere date per garantite.
Il discorso si sposta poi sulla televisione e sugli anni della grande stagione di Rai 3. Dandini ricorda la nascita di La Tv delle ragazze e il ruolo decisivo di Angelo Guglielmi, capace di scommettere su idee nuove e di proteggere autori e autrici dalle inevitabili polemiche. 'Non ho capito niente, ma sento la passione: fatela', racconta che disse il dirigente Rai dopo aver ascoltato il progetto della trasmissione. Un modo di fare televisione che, secondo Dandini, difficilmente si ritrova oggi con la stessa libertà.
Eppure lo sguardo non è nostalgico. Pur riconoscendo le difficoltà della televisione contemporanea, l'autrice e conduttrice televisiva rivendica il ruolo del web come spazio che ha consentito a molti comici e artisti di emergere senza passare dai tradizionali centri di potere. Una trasformazione che ha cambiato il panorama culturale e mediatico, offrendo nuove occasioni di sperimentazione.
Non manca una riflessione sulla satira. Per chi ha costruito gran parte della propria carriera osservando il potere, il problema oggi sembra essere un altro: la realtà spesso supera la caricatura. Tra talk show, social network e dichiarazioni politiche sempre più orientate alla battuta e al frammento, la cronaca sembra talvolta anticipare il lavoro degli autori satirici.
Nel corso dell'incontro Dandini rende omaggio anche a figure che considera simboliche nel percorso di emancipazione femminile, come Enza Sampò, pioniera della televisione italiana, e Stefania Sandrelli, interprete di film che hanno raccontato i cambiamenti della società e della condizione femminile.
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