L'esordio di Cosetta Palminteri inaugura la collana Milleluci di Giunti
'Soltanto il giorno' arriva in libreria il 3 giugno
SANTINA COSETTA, SOLTANTO IL GIORNO (GIUNTI, PP. 492, EURO 20.00). S'inaugura con 'Soltanto il giorno', esordio di Santina Cosetta, la nuova collana Milleluci di Giunti Editore, che si propone di coniugare rigore letterario e piacere per la lettura, in libreria il 3 giugno.
Già venduto in quattro paesi Francia, Spagna, Germania e Polonia, è un romanzo corale che racconta la vita vera di Marianna Cosetta, la bisnonna dell'autrice, una donna che non si arrende nella Sicilia del dopoguerra.
"Il mio romanzo racconta una Sicilia durissima, quella della Prima guerra mondiale, governata da gerarchie precise. Ma anche una terra piena di saperi, cucine rumorose, piccoli sgarbi, solidarietà femminili, e persone che sopravvivono inventandosi ogni giorno un modo per restare umane e visibili. E poi, e soprattutto, racconta di Marianna Cosetta, la mia bisnonna e della sua silenziosa ma tenace rivoluzione" afferma Santina Cosetta.
Nata a Messina nel 1979, Santina Cosetta, vive a La Spezia, dove insegna Lettere. Il suo percorso è passato per la ricerca archeologica sul campo, il restauro di materiali cartacei antichi, la progettazione grafica, la pittura. Tutti modi diversi di conservare tracce e memorie destinate a sparire.
La storia è ambientata ad Avola, nel 1885. Marianna viene al mondo senza che nessuno l'abbia voluta. Tutti la chiamano Cosuzza, "il nome delle donne che restano sole e tirano avanti lo stesso", e viene affidata a Lisetta, la stria del paese, che le insegna i segreti delle erbe, della cucina, della cura e la verità più preziosa: il cibo non serve solo a nutrire.
Quando Lisetta parte per l'America, Marianna viene mandata a servizio all'Irminio, una grande masseria nelle campagne ragusane. Dietro quella porta si apre un mondo duro, governato da gerarchie antiche e regole che non si discutono, ma nell'enorme cucina rumorosa smette per la prima volta di sentirsi sola. All'arrivo dei villeggianti, i ricchi nipoti della baronessa, tutto cambia di nuovo: un'amicizia profonda come una radice, un amore capace di rompere ogni confine. E, mentre il destino prende pieghe sempre più imprevedibili, Marianna impara la cosa più difficile, volere qualcosa per sé.
Anche quando farlo costa tutto. Diventata madre negli anni '20, Marianna cresce suo figlio da sola, senza un padre, e decide di dargli il suo cognome.
Ispirandosi alla sua bisnonna che "cade, sbaglia, si spezza, ma continua con ostinazione" l'autrice racconta l'amore per la vita di una donna nata dal niente che impara a salvarsi salvando gli altri.
"Stavo ricostruendo le origini della mia famiglia, seguendo tracce che pensavo mi avrebbero portata altrove. Ad un certo punto ho capito che la storia più importante non era quella di chi aveva avuto privilegi, ma di chi aveva sofferto e scelto.
L'orizzonte del romanzo è tutto lì: dare voce a chi era rimasto ai margini. I fatti del libro sono reali, io ho indagato negli archivi, nei registri, nelle fotografie, e perfino nelle voci di una Sicilia registrata da Alan Lomax. Ma soprattutto nelle persone: mio padre e le mie zie custodivano una memoria orale ostinata. Ma la verità dei documenti da sola non bastava, così sono entrata nei silenzi, ho immaginato i gesti, ricostruito i vuoti" racconta Santina Cosetta. "Vorrei poter dire a Marianna grazie. Perché - aggiunge - se ne è infischiata degli schemi, delle convenzioni, dei privilegi, e di quello che la gente pensava dovesse essere una donna. E poi le vorrei chiedere quanto si è sentita sola".
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