Komel, attenzione studenti non 'tiene' la durata di un libro
Docente a Lubiana e scrittore, genitori criticano giovani ma si comportano come loro
(di Francesco De Filippo) "L'istruzione comincia con l'educazione in famiglia, con l'educazione alla lettura. Se falliamo in questo ambito, nessuna scuola potrà colmare questa lacuna nei ragazzi". A parlare così è Mirt Komel, scrittore e insegnante di Filosofia e letteratura moderna alla Facoltà di Scienze sociali, Dip.Studi culturali Università di Lubiana, a margine di un incontro.
Komel è preoccupato dal "crescente gap generazionale dato dal fatto che i ragazzi non leggono più i libri" con la conseguenza di un deterioramento culturale. "In generale - dice Komel - il libro come oggetto culturale, come base della conoscenza non fa più parte della quotidianità dei giovani, e altri dispositivi di studio non riescono a dare una uguale formazione, soprattutto in una università come Scienze sociali dove la didattica è composta in gran parte dalla lettura".
Non è colpa degli studenti: "Nemmeno gli adulti, i genitori leggono più - precisa il docente - criticano i ragazzi perché non leggono e usano solo il telefono ma loro fanno lo stesso".
Fenomeno generalizzato delle nostre società: "Troppo internet e pochissima lettura. Il libro perde di valore come strumento di studio e come strumento di piacere".
Per correre ai ripari nel 2023 è stato elaborato Il Manifesto di Lubiana per la promozione della lettura ad alto livello.
"Oggi le persone leggono di più sui social che sono però strutturati per una attenzione che duri otto secondi. La lettura della poesia, dei romanzi, che è anche il lavoro delle scienze sociali, richiede attenzione per un tempo molto più ampio", sottolinea Komel. Allora, visto che "la disciplina mentale non è adatta a uno studio approfondito di filosofia, antropologia, che sono testi più impegnativi di un romanzo", in facoltà abbiamo "implementato Il manifesto avviando tante attività parallele come un seminario di lettura dove gli studenti leggono letteratura, romanzi, oltre al resto dei corsi. Quest'anno abbiamo letto tutta la trilogia del Signore degli anelli. Così imparano a leggere, speriamo contagino anche i loro coetanei".
In facoltà per questo sono stati ricavati anche spazi specifici per la lettura.
Infine, Komel ha notato che ai licei sloveni non si studia più il greco e il latino, "considerate lingue troppo difficili per gli studenti" ma ancora le si studia nelle scuole slovene in Italia, che dunque "danno una base intellettuale senza la quale le nostre scuole non hanno futuro". Ne consegue che molti genitori - italiani, sloveni della minoranza in Italia, sloveni della Slovenia - iscrivono i propri figli in questi ultimi istituti".
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