Weekend a teatro con Dighero, Binasco e Rocco
Eschilo per il 50/o el Teatro della Tosse; Rocco e il romanzo di Verna
(di Daniela Giammusso) Dal San Francesco di Rame-Fo al mito di Marilyn Monroe, passando per genio di Rezza-Mastrella e i 50 anni del Teatro della Tosse. Sono alcuni degli appuntamenti teatrali del prossimo weekend.
RAVENNA - Spiritualità e mito, favola e satira, comicità e riflessione sociale. Nell'800/o dalla morte di San Francesco d'Assisi, cui la XXXVII edizione del Ravenna Festival è dedicato, Ugo Dighero porta in cartellone Lu santo Jullare Francesco di Dario Fo e Franca Rame, testo che prende a piene mani dalla tradizione del grammelot e dell'affabulazione del Mistero Buffo. In scena, un uomo che si definisce "jullàre al servizio di Dio", si spoglia di ogni ricchezza per avvicinarsi ai diseredati e predicare a uomini, lupi e uccelli un messaggio di fraternità e pace. Ma tornare a Francesco oggi significa incrociare anche la vicenda del Papa che ha preso il suo nome.
Regia Giorgio Gallione. Il 5 giugno.
ROMA - Cinque sconosciuti in una sala anonima di provincia per un corso di teatro. Inizia così Circle Mirror Transformation, commedia di una tra le voci più originali della nuova drammaturgia americana come la premio Pulitzer Annie Baker, che Valerio Binasco dirige e interpreta all'Argentina affiancato da Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa, Maria Trenta. Attraverso sei settimane di esercizi teatrali, i protagonisti scoprono legami inaspettati, tra momenti comici e toccanti, in una riflessione sul teatro, la vita e il tempo che ci attraversa. Dal 3 al 14 giugno.
ROMA - Era l'1 giugno 1926 quando a Los Angeles nacque una delle stelle più celebri di Hollywood, icona mondiale di bellezza e sensualità. A cento anni dalla nascita, il mito di Marilyn Monroe rivive al Teatro Porta Portese con Natalia Simonova, che dopo i ritratti di Greta Garbo e Marlene Dietrich, ora firma e interpreta Hollywood - La Fabbrica dei Sogni: Marilyn Monroe. In scena, il racconto umano ed emotivo della diva americana, oltre il mito e l'immagine costruita dal sistema, eternamente in bilico tra desiderio di amore, bisogno di riconoscimento e continua ricerca della propria identità. Il 3 e 4 giugno.
MILANO - Il corpo come campo di battaglia, la parola come atto di resistenza. Marina Rocco è al Franco Parenti con Il mio nome è Maria Stuarda, spettacolo tratto dal primo testo teatrale di Nicoletta Verna, autrice de I giorni di vetro (ed. Einaudi).
Protagonista, una donna che, negli anni '40, trova la forza di ribellarsi a un'esistenza segnata da violenze e umiliazioni di un marito ossessivo e di un datore di lavoro predatore. Dal 3 al 7 giugno.
TORINO - Al Carignano debutta Metadietro, la nuova dirompente creazione di Antonio Rezza e Flavia Mastrella che con la loro surreale ironia indaga l'essenza stessa della nostra umanità, il rischio costante del suo naufragio e la certezza di un'impossibile salvezza. Per i due, Leoni d'oro alla Carriera alla Biennale di Venezia, "tornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Si vive ormai in una nuova preistoria, dove la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata".
Fino al 7 giugno.
GENOVA - Era il 1998 quando una "terra di nessuno", tra l'industria dismessa e il mare, divenne palcoscenico de I Persiani, monumentale spettacolo diretto da Tonino Conte, che trasformò il lutto della tragedia di Eschilo in un'esperienza civile e poetica. Quello spettacolo oggi, nel Parco Urbano Gavoglio, inaugura la stagione estiva del Teatro della Tosse che si avvia a concludere i festeggiamenti per il suo 50/o compleanno. Con Enrico Campanati, volto storico della compagnia della Tosse, Pietro Giannini, Valentina Picello. Regia Giovanni Ortoleva. Dal 4 al 7 giugno.
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