La sorella racconta Anna Marchesini, 'a teatro era niente rispetto alla vita'
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La sorella racconta Anna Marchesini, 'a teatro era niente rispetto alla vita'

Giovedì 4 giugno 2026
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Il primo libro dedicato all'attrice e scrittrice nel decennale della sua scomparsa

"Quanto avete visto a teatro e in televisione non è niente rispetto a quello che era Anna nella vita quotidiana": a dirlo la sorella Teresa Marchesini alla presentazione del volume 'Anna Marchesini - La voce e l'arte (Bompiani), il primo libro, scritto da Nicola Lucchi con il contributo di Mariangela Galotto, autorizzato e dedicato all'attrice e scrittrice orvietana nel decennale della sua scomparsa avvenuta il 30 luglio 2016.
    L'incontro, al Ridotto del Teatro Mancinelli di Orvieto e promosso dall'associazione Cantiere Orvieto con il patrocinio del Comune, ha riportato al centro la figura di una delle artiste più originali e amate della cultura italiana, attraverso il dialogo tra Teresa Marchesini e il regista, attore e conduttore televisivo Pino Strabioli.
    "Ho sempre avuto un atteggiamento protettivo nei confronti di Anna - ha raccontato la sorella Teresa - e per questo ho voluto seguire la realizzazione del libro passo dopo passo. L'autore mi inviava i capitoli e io verificavo tutto, in qualche caso ho corretto alcuni passaggi. È il primo libro autorizzato e racconta la verità del suo percorso artistico e umano".
    Tra i passaggi più significativi dell'incontro, il ricordo della celebre Flora, personaggio nato dall'osservazione della vita quotidiana orvietana. "Parlava dalla finestra della cucina - ha ricordato Teresa Marchesini - e pretendeva che tutti le rispondessero. Oggi diremmo che era una sorta di social ante litteram. La Flora è stata probabilmente la prima social di Orvieto".
    La sorella dell'artista ha poi sottolineato il rigore e la disciplina che hanno accompagnato tutta la carriera della Marchesini. "Per arrivare a essere Anna - ha sottolineato - bisogna studiare fin da piccoli. Non si diventa grandi artisti all'improvviso. Dietro c'erano metodo, sacrificio e una straordinaria voglia di imparare".
   

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