Aemilia Ars e il cambiamento del gusto nella società bolognese
Una mostra per far conoscere l'importanza culturale e non solo estetica del movimento
Una mostra per far conoscere l'importanza culturale e non solo estetica del movimento Aemilia Ars, peculiare espressione felsinea di una tendenza diffusa in tutta Europa tra la fine del XIX e l'inizio del XIX secolo per il rinnovamento estetico delle arti decorative e degli oggetti di uso quotidiano, ispirata in particolare all'esperienza inglese delle Arts and Crafts di William Morris: da oggi al 6 settembre i Musei Civici d'Arte Antica presentano 'Aemilia Ars per Bologna. L'arte e la città', allestita nel Lapidario del Museo Civico Medievale e curata da Silvia Battistini, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D'Apuzzo.
L'esposizione documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l'articolato lavoro di sviluppo del progetto e di formazione della manodopera. È inoltre un'occasione per ammirare materiali Aemilia Ars solitamente non esposti - dipinti, disegni, documenti, merletti, ricami e ferri battuti - appartenenti alle collezioni permanenti: Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Collezioni Comunali d'Arte, Museo del Tessuto e della Tappezzeria 'Vittorio Zironi'.
La società per azioni Aemilia Ars viene fondata il 3 dicembre 1898 a Bologna per divulgare un progetto innovativo nell'ambito dell'ideazione e della produzione artistica e artigianale. Fu la naturale prosecuzione di una complessa esperienza culturale maturata in città a partire dagli anni ottanta del XIX secolo quando, durante il restauro di alcuni edifici storici, religiosi e civili, furono applicati i più attuali principi sviluppati in Francia e in Inghilterra, che si stavano utilizzando anche nelle altre regioni italiane. Nel giro di pochi anni al nome Aemilia Ars si associa l'idea di un gusto rinnovato e moderno, aggiornato sulle novità del Liberty internazionale prima e dell'Art Deco poi, ma che affonda le radici nel recupero dei modelli decorativi propri dell'arte medievale e rinascimentale.
La necessità di ricostruire elementi architettonici, decorativi e manufatti, che si armonizzassero con la struttura dell'edificio antico, permise di sviluppare conoscenze e metodologie che in seguito furono impiegate per la produzione di oggetti di uso quotidiano.
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