Condirettore festival Salerno 'spiace per De Luca ma non si poteva far finta di nulla'
ANSA - Cultura

Condirettore festival Salerno 'spiace per De Luca ma non si poteva far finta di nulla'

Giovedì 4 giugno 2026
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Con un post sui social Paolo Di Paolo spiega come si è arrivati a escludere lo scrittore

"L'intervista di De Luca ripresa dal Foglio sul sionismo e su Gaza ha turbato noi come molti, ci ha spiazzato e messo in imbarazzo. Questo si può dire? A chi fa notare che le posizioni sioniste di De Luca erano note, vorrei far osservare che ribadirle o articolarle in quel modo dopo Gaza non è esattamente la stessa cosa". Sul caso di Erri De Luca, lo scrittore escluso dalla prolusione che avrebbe dovuto aprire il Festival Salerno Letteratura dopo le sue dichiarazioni su Israele, sionismo e genocidio in Palestina, prova a far chiarezza con un lungo post sui social Paolo Di Paolo, che con Gennaro Carillo cura la direzione artistica del festival. Pur dicendosi dispiaciuto per l'assenza di De Luca, Di Paolo ribadisce che "non era facile fare finta di nulla".
    "Provo a fare un po' di chiarezza - esordisce - sapendo che non servirà, perché siamo nel tempo delle fauci spalancate e con questo bisogna fare i conti, ora per ora. La polemica del giorno, arroventata, riguarda Erri De Luca e un festival culturale, Salerno Letteratura. Me ne occupo con Gennaro Carillo da diversi anni. Ogni edizione è aperta da una prolusione (discorso inaugurale, lezione introduttiva). Negli anni è stata affidata fra gli altri a Raffaele La Capria, a Eva Cantarella, a Domenico Starnone, a Melania Mazzucco. Quest'anno avevamo coinvolto Erri De Luca. Dunque non un incontro fra duecento incontri, ma il momento più solenne, quello che apre e "timbra" l'edizione. Siamo tutti lì, fra palco e platea: organizzatori, volontari, istituzioni, sponsor, sostenitori. Avevo cominciato qualche settimana fa a imbastire l'intervento di De Luca in dialogo con lui, saremmo partiti dal verso di Alfonso Gatto (1909-1976), poeta salernitano: "Il cuore desto avrà parole". La sua intervista al Foglio ci ha spiazzato e messo in imbarazzo.
    Ma il punto è un altro. Ci siamo confrontati nel gruppo di persone che lavorano al festival, con senso di responsabilità, con dubbi e incertezze, e abbiamo pensato che lasciare l'intervento di De Luca in quella posizione di apertura avrebbe creato imbarazzo a molti, che - laddove la questione Gaza non fosse stata sfiorata, come da premesse - questo avrebbe reso surreale l'incontro; e che più in generale non era facile fare finta di nulla. Nemmeno volevamo nascondere di essere in disaccordo con la negazione di un genocidio. È sbagliato? Si può discutere".
   

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