'Maradona incontra il Giappone' con le foto di Luciano Ferrara e Federica Gioffredi
ANSA - Cultura

'Maradona incontra il Giappone' con le foto di Luciano Ferrara e Federica Gioffredi

Giovedì 4 giugno 2026
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A Napoli scambio di spazi e visioni. 'Fare rete e conservare la memoria'

"Un progetto di 'foto in trasferta' per scambiare spazi e visioni pensato con Luciano Ferrara con l'intento di rendere ancora più fruibile al pubblico l'arte della fotografia, e quale modo migliore se non cominciare con Maradona?" Così la fotografa Federica Gioffredi spiega la motivazione che ispira la rassegna 'Maradona incontra il Giappone', realizzata con il collega Ferrara; insieme espongono i loro scatti a Napoli, ciascuno nello Studio dell'altro. Si parte giovedì 11 giugno (18,30) nella home gallery di Gioffredi al Parco Margherita, con un'esposizione degli scatti di Maradona realizzati da Ferrara, e si prosegue mercoledì 17 giugno (18,30) nell'archivio di Luciano in Via Foria, con la mostra di Federica Gioffredi 'Il Giappone. Equilibrio nel tempo", dove le città di Tokyo, Kyoto, Nara, diventano un ponte teso tra futuro e memoria.
    Il fotografo napoletano espone 10 fotografie di Diego con due inediti, più il celebre scatto di spalle, con relativo racconto: 5 luglio 1984, stadio San Paolo di Napoli, il giorno del giudizio del pibe de oro nella sua futura città. Sessantamila spettatori. Faceva caldo, c'erano inviati e reporter da tutto il mondo per certificare la nascita di una nuova era e per regalare al popolo napoletano un nuovo idolo da adorare. Ferrara è al centro della scala insieme con tanti reporter per 'impressionare' Maradona sulla pellicola trixpan 400 Asa. Lo vede avvicinarsi dal lungo corridoio che porta alle scale che immettono sul prato del San Paolo. Quale immagine restituire al pubblico? Il suo punto di vista è dall'alto, intravede un uomo piccolo di statura, con una capigliatura a riccioli che gli fa una testa enorme e un corpo minuto. Maradona poggia la punta del piede sinistro sul primo gradino, con il destro il secondo, e capisce che quella non è la sua posizione, all'opposto della scala non c'è nessuno e si dirige al centro, alle spalle del Dios, appena in tempo per vedere la punta del piede destro poggiarsi sullo scalino, come per magia gli si aprono le braccia come per elevarsi al cielo. Ha il tempo di fare un solo click, uno scatto unico, irripetibile. "Ho abbracciato con grande entusiasmo il progetto e la fotografia di Federica - commenta Ferrara - che con la sua rara sensibilità ci porterà nel Paese del Sol Levante, e sono innanzitutto convinto che bisogna fare rete e conservare la memoria. Più di tutto voglio portare avanti un'azione intrapresa da anni, che è quella degli studi aperti.
    Nel mio archivio accolgo da sempre studenti, intellettuali, appassionati, e vorrei invitare anche altri artisti e professionisti a farlo".
   

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