A Polverigi Inteatro Fest il giallo Flag sulla flagellazione di Piero della Francesca
L'opera-studio scritta da un criminologo. Arrivano anche Viola Graziosi e Circo El Grito
Un'opera-studio su uno dei quadri più misteriosi della storia dell'arte: La Flagellazione di Piero della Francesca, scritta da un vero criminologo, Silio Bozzi, ex dirigente della Polizia di Stato, assieme al fratello, autore televisivo e sceneggiatore. Si tratta di 'Flag, la trappola di Piero', che ha inaugurato ieri sera, 4 giugno, Polverigi Inteatro Fest con tre degli esponenti della Compagnia dei Giovani di Marche Teatro, nel primo abbozzo dello spettacolo definitivo che verrà presentato nella stagione di Marche Teatro.
Perché sulla celebre tempera su tavola del Rinascimento s'ignora praticamente tutto: dall'anno della composizione al committente al significato, e soprattutto del perché il capolavoro di un artista riconosciuto, sia stato celato per secoli alla vista e ritrovato per caso solo nel 1839 nella sacrestia del duomo di Urbino.
A dare una risposta, in una favola noir tra il surreale e il metafisico, ci provano sulla scena gli attori Nicolò Ausili, Marco Gabrielli e Francesco Santarelli, che nelle vesti di un poliziotto, del detective Antonio Pizzuto e dello storico dell'arte (e insospettabile falsario) Massimo Brancusi penetrano in una gelida notte invernale nella sala dove il quadro è conservato, dove come per magia gli ultimi due vengono catturati dal quadro precipitando in uno spazio senza luogo e senza tempo.
Per uscirne dovranno risolvere, alleandosi, l'enigma della composizione. Ne consegue un'analitica dissertazione sull'opera che rimanda, come un crittogramma per immagini, agli antichi segreti iniziatici di Pitagora e Platone per propone una pacificazione tra cristianesimo e islamismo, sancita simbolicamente nell'opera dalle iniziali del neoplatonico del Rinascimento Marsilio Ficino. Il mistero è risolto e i due ricercatori liberati, ma Brancusi rinuncia ad uscire dal quadro in cambio di un'esistenza eterna che lo porterà a viaggiare per sempre nel tempo rimbalzando da un'opera d'arte all'altra.
Ad avviare il festival è stato, come sarà fino al 14 giugno, giorno della sua chiusura, un aperitivo allo spazio Bar di Villa Nappi sul Teatro dell'Ascolto. Assieme all'attrice Viola Graziosi, direttrice artistica della kermesse, il pubblico ha potuto sperimentare, sentendo in cuffia le vicende dell'ex agente dei servizi segreti Sara Morozzi edite per gli audiolibri del Gruppo Mondadori, le suggestioni di un teatro che in un'epoca di soverchiante potere visivo restituisce alla fascinazione delle parole la capacità di suscitare emozioni e stimolare l'immaginazione, lanciando anche un messaggio d'inclusione.
C'è stata anche la giornata del Circo El Grito in 'Ricordati', dove l'illusionista Luca Terranova (in arte Novas) ha dato vita sulla drammaturgia di Giacomo Costantini, a una suggestiva e poetica serie di numeri di prestidigitazione, immaginando un mago che ha perduto la memoria ma non le sue capacità, perché "l'importante - dice - è fare le cose bene indipendentemente dai ricordi".
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