Papetti 'affresco di Casa Leopardi a Recanati dialoga con il cantiere di Loreto'
(v. 'Casa Leopardi a Recanati, scoperto affresco...' delle 12.48)
"Una scoperta che consente di recuperare un tassello importante della cultura figurativa marchigiana tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento". Così Stefano Papetti, storico dell'arte e curatore delle collezioni comunali di Ascoli Piceno, definisce il ciclo pittorico riemerso durante i lavori di restauro nella Biblioteca di Casa Leopardi, a Recanati.
Secondo Papetti, il valore dell'opera non risiede soltanto nella qualità delle immagini recuperate ma anche nei riferimenti culturali che emergono dall'apparato decorativo. Le finte architetture, le nicchie con figure allegoriche, le scene di caccia e i paesaggi mostrano infatti una conoscenza delle principali esperienze artistiche sviluppatesi tra Roma e le Marche negli ultimi decenni del XVI secolo. Lo studioso individua in particolare un collegamento con il vicino cantiere della Basilica di Loreto, che in quegli anni vide all'opera artisti di primo piano come Federico Zuccari. Anche la tavolozza luminosa della Cacciata dal Paradiso terrestre richiama, secondo Papetti, soluzioni adottate dal pittore maceratese Gaspare Gasparini. Le scene venatorie sembrano invece ispirarsi alle celebri incisioni di Antonio Tempesta, diffuse in tutta Italia all'inizio del Seicento. Elementi che contribuiscono a collocare cronologicamente l'opera e a definirne il contesto culturale.
"La decorazione testimonia la ricchezza degli scambi artistici che interessavano il territorio marchigiano", evidenzia Papetti, sottolineando come il recupero consenta oggi di rileggere una pagina finora sconosciuta della storia del palazzo e della stessa Recanati.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA