Calenda, 'stimo Giorgia Meloni, ma mai sindaco di Roma per il centrodestra'
Il leader di Azione si racconta tra pubblico e privato a Storie al bivio di sera
"Da adolescente ero terribile e mia madre, Cristina Comencini, esausta per la mia turbolenza, mi cacciò di casa. Mi fece tornare solo quando, nemmeno maggiorenne, diventai padre di Tay". Si racconta così il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite di Monica Setta a nella seconda puntata di Storie al bivio di sera, in onda martedì 16 giugno alle 21.30 su Rai2.
"Mi avevano bocciato - spiega Calenda -. Non reggevo la forte pressione della mia famiglia che voleva leggessi tutte le sere Dante e Dostoevskij. Ero ribelle, ma appena nata la mia primogenita recuperai l'anno diventando un papà modello che faceva il bagnetto alla sua bimba. Quando nacque Tay mia madre era giovanissima, avendo solo diciannove anni più di me. Ricordo che, per venire in clinica, non trovando un taxi, chiese un passaggio, ma quando disse che andava a conoscere la sua prima nipotina fu presa per una pazza. La scaricarono dall'auto e dovette arrivare a piedi".
Ma Calenda a Monica Setta parla anche di politica, ribadendo l'ottimo rapporto con Giorgia Meloni. "La stimo anche se ha idee diverse dalle mie - dice -. La trovo abile e coraggiosa, ma non mi candiderò mai con il centrodestra come sindaco di Roma. Ho il mio progetto politico, che non sta né a destra né a sinistra. Se avessi pensato alla carriera sarei rimasto nel Pd, ma io resto un idealista".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA