Umberto Eco e 'il nome delle cose', nel decennale della morte del semiologo
ANSA - Cultura

Umberto Eco e 'il nome delle cose', nel decennale della morte del semiologo

Lunedì 15 giugno 2026
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Dal 23 giugno il progetto della società Dante Alighieri e della Fondazione Umberto Eco

Ci sono le testimonianze del mitico Gruppo 63, il movimento d'avanguardia che univa scrittori, poeti e critici che hanno fatto la storia della cultura italiana, c'è il sodalizio con Eugenio Carmi con cui Umberto Eco aveva firmato una serie di celebri favole illustrate, quello fortissimo con Enrico Baj, e alcune delle innumerevoli collaborazioni con Tullio Pericoli. Ci sono le tavole originali della trasposizione a Fumetti de Il nome della rosa di Milo Manara, concesse dall'autore, ma anche elementi della scenografia firmata da Dante Ferretti per l'adattamento dell'opera a teatro di Jean-Jacques Annaud, prestati dallo scultore Fabio Crisarà.
    Nel decennale della morte di Umberto Eco, la Società Dante Alighieri e la Fondazione Umberto Eco realizzano un progetto che ripercorre la biografia intellettuale di quello che è stato uno dei principali intellettuali della contemporaneità.
    Si tratta di una mostra e di una serie di iniziative che si svolgono a Roma, a Palazzo Firenze, a partire dal 23 giugno.
    "Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione" è il titolo del progetto che, nel giorno dell'inaugurazione, indaga il pensiero di Eco attraverso i temi della storia delle idee, della semiotica, della memoria e dell'interpretazione, delle fake news e della comunicazione, del Medioevo e dell'innovazione tecnologica, con interventi degli scrittori Roberto Cotroneo e Gianrico Carofiglio, e con tre conversazioni che vedono protagonisti Fabio Ciracì (Università del Salento) con Cristina Marras (Cnr), Anna Maria Lorusso (Università di Bologna) con Isabella Pezzini (Sapienza Università di Roma), Tommaso di Carpegna Falconieri (Università di Urbino) con Francesca Roversi Monaco (Università di Bologna).
    Francesca Tancini presenta invece il progetto di riallestimento della Biblioteca Moderna Umberto Eco, che troverà sede presso l'Università di Bologna. La cura scientifica del convegno è di Riccardo Fedriga (direttore scientifico Fondazione Umberto Eco) e Alessandro Masi (Segretario generale Società Dante Alighieri).
    Ad apire i lavori, coordinati da Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera, saranno invece Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, insieme a Stefano Eco, presidente della Fondazione Umberto Eco.
    La mostra sarà visitabile dal 24 giugno al 26 luglio: l'allestimento, pensato in chiave inclusiva, comprende il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero di Ancona, oltre a una sezione multimediale con video e audio provenienti dall'Archivio storico della Presidenza della Repubblica, da Rai Teche e da RSI, Radiotelevisione svizzera.
    Un'azione teatrale, nel giardino di Palazzo Firenze, vedrà Irene Giancontieri e Riccardo Rampazzo, allievi dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, diretti da Mattia Spedicato, interpretare Le interviste impossibili - Umberto Eco incontra Beatrice (1975). L'azione teatrale si svolgerà il 23 giugno ma la registrazione sarà visibile in mostra anche nei giorni successivi.
    Inoltre, il 9 luglio alle 18.30, a Palazzo Firenze viene proiettato Umberto Eco - La biblioteca del mondo di Davide Ferrario (2022, Fandango), documentario che indaga la complessità del pensiero di Eco a partire dalla sua imponente biblioteca.
    L'ingresso è libero, consigliato registrarsi su cultura@dante.global
   

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