'Nel blu dipinto di blu', omaggio all'arte in ceramica di Valter Boj
ANSA - Cultura

'Nel blu dipinto di blu', omaggio all'arte in ceramica di Valter Boj

Mercoledì 17 giugno 2026
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Nel complesso museale di Santa Maria della Scala a Siena, fino al 20 luglio

'Nel blu dipinto di blu' è un omaggio all'arte di Valter Boj che i Magazzini della Corticella nel complesso museale di Santa Maria della Scala, nel cuore di Siena, ospitano fino al 30 luglio. L'esposizione, a cura di Carlo Pizzichini, porta negli spazi del complesso museale senese il percorso artistico di una figura riconoscibile della ceramica italiana contemporanea, che fin dagli anni giovanili sviluppò una pratica fondata sul rapporto diretto con la materia, con il laboratorio e con la dimensione concreta del fare. Nella sua opera la ceramica non è mai un semplice esercizio tecnico o supporto espressivo, ma un linguaggio autonomo, capace di tenere insieme costruzione formale, ricerca cromatica e intensità materica. Il titolo della mostra rimanda al nucleo più evidente della sua ricerca: Boj aveva una passione quasi ossessiva per le stelle blu o bianche e blu, realizzandone ben 450mila, di cui oggi ne rimangono circa 65mila. Il blu, colore che in Boj assume un valore strutturale prima ancora che simbolico, si presenta come superficie, profondità, riflesso e stratificazione; un elemento che si costruisce nel rapporto tra argilla, smalto e fuoco, e che trova nella ceramica la propria piena espressione.
    A partire dagli anni Novanta, questa tensione si consolida in una cifra sempre più riconoscibile, destinata a diventare uno dei tratti più personali della sua produzione. Accanto alle celebri stelle si affiancano opere in cui tornano motivi legati al mare, alle onde, alle isole e all'orizzonte, in una continua oscillazione tra memoria del paesaggio, sintesi formale e forza plastica della materia. "Portare al Santa Maria della Scala il lavoro di Valter Boj - commenta Chiara Valdambrini, direttrice della Fondazione antico ospedale Santa Maria della Scala - significa riconoscere alla ceramica un ruolo pienamente centrale nella riflessione artistica contemporanea. La sua ricerca mostra come il rapporto con la materia possa tradursi in una forma rigorosa di pensiero visivo, capace di superare ogni lettura puramente decorativa. In un contesto come il nostro, segnato da una forte densità storica e simbolica, queste opere attivano un confronto particolarmente fertile tra memoria dei luoghi e sensibilità del presente. È proprio in questa capacità di generare nuove relazioni tra patrimonio e linguaggi attuali che il Santa Maria della Scala individua una delle direzioni più significative del proprio impegno culturale". Il curatore, Carlo Pizzichini, nel suo saggio in catalogo, ricorda come il blu sia stato un colore raro e difficile da realizzare: "Nella ceramica, più che altrove, il blu non è mai soltanto un colore: è concepito, come molti altri colori, come trasformazione. È il risultato di un processo alchemico, di una tensione tra materia e fuoco, tra controllo e imprevedibilità".
   

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