Premio Strega, in attesa del vincitore arrivano 4 audiolibri dei finalisti
'L'anniversario', che trionfò l'anno scorso, è stato il più ascoltato nel 2025
(di Laura Valentini) Il libro e l'audiolibro sempre più formati complementari per gli italiani che amano la lettura: lo dimostra anche il Premio Strega che a poche settimane dalla cerimonia finale, che indicherà il vincitore dell'80/a edizione il prossimo 8 luglio, vede quattro dei sei finalisti già messi a disposizione da Audible in questa modalità. Si tratta di Donnaregina, di Teresa Ciabatti, letto da Elena Lietti; I convitati di pietra, di Michele Mari, letto da Andrea Moretti; Lo sbilico, di Alcide Pierantozzi, letto da Fabrizio Rocchi; Vedove di Camus, di Elena Rui, letto da Viola Graziosi.
Oltre ad essere il più prestigioso premio letterario italiano, lo Strega si è dimostrato già un potente amplificatore del successo commerciale dei romanzi in gara, in tutti i loro formati. Basti pensare che il vincitore della scorsa edizione, L'anniversario di Andrea Bajani letto da Luigi Lo Cascio, è stato l'audiolibro più ascoltato nel 2025. Secondo l'ultima ricerca NielsenIQ per Audible, società Amazon leader del settore, il 56% degli utenti dichiara di aver ascoltato un libro già letto e il 50% ha letto un libro dopo averlo ascoltato.
Questo trend è confermato anche dal successo degli ascolti dei titoli delle edizioni passate del Premio Strega: la classifica dei più ascoltati dal 2016 a oggi vede al primo posto il vincitore del 2020, Il Colibrì di Sandro Veronesi, narrato da Fabrizio Gifuni. Seguono il vincitore del 2017, Le otto montagne di Paolo Cognetti, letto da Jacopo Venturiero, e il finalista del 2020, La misura del tempo di Gianrico Carofiglio, letto dallo stesso Carofiglio.
A countdown ormai avviato per la serata finale, ecco quindi le versioni da ascoltare di Donnaregina, di Teresa Ciabatti, quarta con 184 voti nella semifinale di Benevento, e che torna con il romanzo più obliquo e irresistibile della sua carriera.
Una giornalista riceve l'incarico di intervistare 'o Nasone, un superboss della camorra. Il confronto diffidente tra i due si trasforma, pagina dopo pagina, in un viaggio tra ricordi e confessioni. Ecco poi I convitati di pietra di Michele Mari, risultato primo con 280 voti in semifinale, e già vincitore del Premio Strega Giovani 2026: l'autore firma un romanzo che è al tempo stesso commedia nera, affresco generazionale e gioco letterario di rara perfidia. Il demone della competizione trasforma un vincolo nato quasi per scherzo in una sfida senza esclusione di colpi che attraversa i decenni.
Lo sbilico di Alcide Pierantozzi, arrivato quinto con 170 voti, è un memoir costruito come una seduta spiritica a tre sedie: tre voci, quella dell'invasato, quella dell'interprete razionale, quella di un terzo che litiga col primo per raccontare dall'interno, senza filtri né attenuanti, la psicosi e la malattia mentale. Infine Vedove di Camus di Elena Rui che rappresenta i piccoli-medi editori a cui il regolamento garantisce un posto in sestina: racconta la storia di quattro figure femminili, accomunate dal dolore di essere state vedove dello stesso uomo, Albert Camus, uno dei più grandi intellettuali del Novecento.
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