I finalisti del Campiello, tra memoria e letteratura i cinque autori in tour
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I finalisti del Campiello, tra memoria e letteratura i cinque autori in tour

Venerdì 19 giugno 2026
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Cavazzoni, Fois, Parrella, Pierantozzi e Varvello intervistati dagli studenti della Luiss

(di Laura Valentini) Quello che la letteratura può spiegare ai giovani, un'esperienza personale di disagio narrata dalla voce del malato, oppure una grande amicizia con lo sfondo di passioni letterarie e ancora una adolescente indomita e incontrollabile che si 'mette di traverso' al cammino di uomini e alla traiettoria della storia: è uno spaccato della narrativa italiana contemporanea quello che emerge tra le pieghe dei libri finalisti al Premio Campiello 2026 e che ieri sera, nell'esordio del tour estivo dei cinque autori, è stato al centro di un botta e risposta con gli studenti della Luiss.
    Se Ermanno Cavazzoni, finalista al Campiello con "Storia di un'amicizia" (Quodlibet), ha spiegato che il suo libro sulle vite e le vicende successe a Gianni Celati (1937-2022) e a lui stesso "è per metà allegro e comico e per l'altra metà malinconico e doloroso", Marcello Fois, in gara con "L'immensa distrazione" (Giulio Einaudi Editore), ha voluto narrare in questo romanzo familiare "la storia di un imprenditore che cerca di capire come l'istruzione gli avrebbe migliorato la vita se avesse potuto accedervi. Io penso - ha affermato Fois - che la letteratura può spiegare ai giovani che molti diritti non sono scontati, anzi vanno difesi, dobbiamo salvarli". Valeria Parrella con "La ragazzina", quasi la traduzione italiana di "La pucelle", la pulzella d'Orléans, indaga nella storia di Giovanna D'Arco "quello che non sopportano gli uomini" delle donne, e delle ragazzine in particolare. "Poco importa se a Giovanna la strada la indicassero le voci, lei sapeva dove andare e ci va. E non c'è niente di più irritante di un giovane, soprattutto una giovane donna, che si mette di traverso", ha sottolineato l'autrice che fa un parallelo tra la ribellione di Giovanna e lo sconcerto seminato tra scuola e famiglia da Greta Thunberg con i suoi primi venerdì di sciopero.
    Autore di 'Lo sbilico', Alcide Pierantozzi si è raccontato con grande sincerità anche a proposito della lingua nel libro, sempre precisa, a volte spiccatamente letteraria: "Sono stato bocciato tre volte, avevo già problemi psichiatrici; se è stato scoperto nel mio caso lo spettro autistico è dovuto alla capacità mnemonica con cui riconoscevo certe parole" desuete. In una scena del libro che evoca una visione, ecco ad esempio il termine "gecheggiante" neologismo coniato dal poeta Giorgio Caproni. "La mia paura più grande - ha spiegato - è sempre quella di non farmi capire, da qui quasi un'ossessione per le parole specifiche". Pierantozzi nel parlare della sua esperienza personale ha detto di essere consapevole "che in sé non interessa, non sono né un cantante né un attore. Io uso la malattia per dare la narrazione da un altro punto di vista perché siamo abituati a quello degli psichiatri, non a quello dei matti".
    Elena Varvello, poetessa e scrittrice, è in finale al Campiello con 'La vita sempre', un libro in cui i grandi accadimenti della storia sono filtrati dalle esperienze quotidiane di chi vive ai margini: per affrontarli "sono sicura che la vita ci prepari sempre, silenziosamente, segretamente, con un lavoro che noi non cogliamo" e anche i giovani di oggi sarebbero in grado di affrontare quegli sconvolgimenti.
    I cinque finalisti della 64/a edizione del Premio, il cui vincitore sarà indicato a Venezia il prossimo 3 ottobre per la prima volta al Palazzo del Cinema al Lido, in base alla votazione della Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, proseguiranno i loro incontri pubblici martedì 23 giugno al Porto di Civitavecchia, poi mercoledì 24 giugno a Pistoia, presso Palazzo Fabroni, nell'ambito di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026 . Giovedì 25 giugno i finalisti saranno protagonisti di un incontro al Teatro Olimpico di Vicenza mentre venerdì 26 giugno faranno tappa ad Albarella, in collaborazione con Confindustria Veneto e il Gruppo Marcegaglia. Il calendario prosegue il 30 giugno a Brescia; il 16 luglio a Jesolo e il 17 luglio a Cortina d'Ampezzo.
   

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