La lectio di Enrico Letta a Ventotene, serve una vera sovranità condivisa europea
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La lectio di Enrico Letta a Ventotene, serve una vera sovranità condivisa europea

Venerdì 19 giugno 2026
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Chiude l'VIII Summer School e Conferenza internazionale 'Europa e autonomia strategica'

Si è chiusa a Ventotene l'VIII Summer School e Conferenza internazionale "Europa e autonomia strategica", promossa dall'Associazione "Per l'Europa di Ventotene", presieduta dal costituzionalista Andrea Patroni Griffi, professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Napoli Federico II e direttore scientifico della Conferenza. Momento centrale della giornata conclusiva è stata la lectio magistralis di Enrico Letta, già presidente del Consiglio, presidente dell'Istituto Jacques Delors e decano della IE School of Politics, Economics and Global Affairs presso IE University.
    Nella sua lezione Letta ha posto al centro un messaggio particolarmente netto: l'autonomia strategica europea passa anzitutto dal completamento del mercato unico. "One Europe, one market" non è soltanto una formula economica, ma una condizione politica. L'Europa può diventare realmente autonoma solo se supera frammentazioni nazionali, dipendenze esterne e ritardi strutturali nei settori decisivi del presente: energia, nuove tecnologie, digitale, sicurezza.
    Il completamento del mercato comune, in questa prospettiva, diventa insieme obiettivo e presupposto dell'autonomia strategica. Senza un vero mercato europeo dell'energia, senza una politica industriale comune nelle nuove tecnologie, senza infrastrutture digitali proprie e capacità di sicurezza condivise, l'Unione rischia di restare forte nella regolazione, ma debole nella capacità effettiva di incidere sui rapporti geopolitici globali.
    La lectio di Letta, autore del Rapporto "Much more than a market. Speed, security and solidarity. Empowering the Single Market to deliver a sustainable future and prosperity for all EU Citizens", in linea con i punti emersi nel corso della Conferenza, ha così ricondotto il tema dell'autonomia strategica a una questione essenziale: far cessare il tempo delle dipendenze europee per la costruzione di una vera sovranità condivisa europea.
    Nel corso della settimana, la Conferenza e Summer School di Ventotene, organizzata dall'Associazione con le Università di Napoli Federico II, l'Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, l'Universidad de Granada, l'Università della Tuscia, l'Università di Parma e l'Università di Napoli Parthenope, ha riunito, sull'isola del Manifesto, studiosi, costituzionalisti, giuristi, esperti di relazioni internazionali, rappresentanti delle istituzioni e giovani ricercatori. Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri, l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, presidente dello Iai, Francesco Tufarelli, direttore generale della presidenza del Consiglio dei Ministri, Roberto Sommella, direttore di MF/Milano Finanza, e autorevoli docenti di università italiane ed europee: Francisco Balaguer Callejón, David Capitant, Alberto Lucarelli, Nicola Lupo, Arianna Vedaschi, Antonio D'Aloia, Ugo Patroni Griffi, Mario Esposito, Anna Papa, Luigi Gianniti, Michele Vellano, Alessandro Sterpa, Sergio Marotta, Giovanni Maria Riccio, Filippo Scuto, e numerosi altri studiosi e ricercatori.
    Le diverse sessioni hanno affrontato, in una prospettiva interdisciplinare, i principali nodi dell'autonomia strategica europea: architettura politica dell'Unione, scenari internazionali, autonomia energetica, sicurezza, difesa comune, infrastrutture critiche, transizione climatica, politica industriale, golden power, governo dei dati, intelligenza artificiale, sovranità digitale e costituzionalismo europeo.
    L'edizione 2026 conferma la vocazione di Ventotene a essere non soltanto luogo della memoria europea, ma laboratorio di costituzionalismo europeo, come negli obiettivi dell'Associazione Per l'Europa di Ventotene. Nel luogo in cui il Manifesto indicò la via di un'Europa libera e unita, la Conferenza ha posto una domanda oggi decisiva: se l'Europa voglia essere soggetto della storia o essere terreno di competizione tra potenze esterne.
   

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