ANSA/ Roma in moneta, arte e potere nella storia della città eterna in mostra
Vittoriano, Palazzo Venezia, Colosseo, Museo Nazionale Romano insieme per un'unica mostra
Dall'1 luglio al 27 settembre Roma ospita "Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna", una grande mostra diffusa che racconta oltre duemila anni di storia della città Caput Mundi, attraverso la moneta, uno dei più potenti strumenti di rappresentazione politica, economica, ideologica e culturale elaborati dall'Occidente.
Mezzo di scambio, emblema del potere, veicolo di propaganda, oggetto artistico e supporto di memoria, la moneta ha accompagnato per secoli la costruzione dell'identità di Roma e della sua immagine nel mondo. Le monete coniate in città costituiscono per questo un osservatorio privilegiato sulle sue trasformazioni politiche, religiose, artistiche e sociali.
"Roma in moneta è un progetto espositivo di straordinaria rilevanza culturale che restituisce al pubblico oltre duemila anni di storia della Città Eterna attraverso uno degli strumenti più efficaci di rappresentazione della memoria e dell'identità collettiva. Ogni esemplare racconta una stagione della nostra civiltà, testimoniando il dialogo continuo tra arte, politica e società. L'iniziativa conferma la missione del Ministero della Cultura tesa a promuovere una valorizzazione integrata del patrimonio, capace di mettere in rete musei, luoghi della cultura e comunità scientifica. Roma emerge così come laboratorio vivo di conoscenza, innovazione e partecipazione culturale", ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli. La mostra, curata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, il VIVE - Vittoriano e Palazzo Venezia, il Parco archeologico del Colosseo, il Museo Nazionale Romano, utilizza le monete come chiavi di lettura per ricostruire alcuni momenti cruciali della storia e della cultura di Roma, mettendole in dialogo con opere d'arte antica, installazioni contemporanee e testimonianze della cultura materiale.
Tre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l'età antica al Museo Nazionale Romano, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, l'età moderna e contemporanea al VIVE. Un biglietto integrato, valido sette giorni, consentirà di accedere ai tre siti.
"Con Roma in moneta intendiamo sperimentare un nuovo modello di accesso al patrimonio. Il biglietto integrato tra tre musei dello Stato è concepito come uno strumento di valorizzazione: consente di attraversare tre collezioni e tre fasi della storia di Roma come parti di un'esperienza culturale coordinata", afferma Alfonsina Russo, capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale.
Il percorso si articola in venticinque sottosezioni - otto al Museo Nazionale Romano, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE - dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali, inclusi l'elezione di Giulio Cesare dittatore, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia.
Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d'arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione.
La mostra presenta oltre 160 opere, dall'antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Le opere d'arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano, dalla Soprintendenza Capitolina, dai Musei Vaticani, da numerosi musei civici, da archivi, fondazioni, gallerie e collezionisti privati. A chiudere il percorso l'opera Untitled di Maurizio Cattelan, nella sezione del Vittoriano. La presenza di Cattelan e di altri grandi artisti contemporanei chiude il cerchio tra lo ieri e l'oggi.
La mostra è a cura di Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi.
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