Riacquistano l'antico splendore le 55 pergamene che raccontano la storia di Spezia
ANSA - Cultura

Riacquistano l'antico splendore le 55 pergamene che raccontano la storia di Spezia

Martedì 23 giugno 2026
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Restaurati manoscritti dall'XI secolo ai primi dell'Ottocento

Torna agli antichi splendori il Fondo pergamene della biblioteca civica e dell'archivio storico comunale della Spezia. I 55 manoscritti, dall'XI secolo fino ai primi dell'Ottocento, rappresento una delle raccolte documentarie più rilevanti conservate dalla biblioteca civica Ubaldo Mazzini. Le pergamene furono raccolte nel tempo dai direttori Ubaldo Mazzini e Ubaldo Formentini, nell'ambito delle loro ricerche sulla storia del territorio.
    "Questi documenti - spiega il sindaco Pierluigi Peracchini - ripercorrono la storia del nostro territorio, costituiscono una testimonianza straordinaria per approfondire le origini della Spezia e la sua evoluzione attraverso secoli ed epoche e sono un modo concreto per riscoprire le nostre radici".
    Una parte significativa del Fondo riguarda le carte del monastero di San Venerio del Tino, per un totale di sedici unità, studiate e pubblicate da Giorgio Falco nel 1917 e nel 1933. A queste si aggiungono diversi atti notarili relativi al territorio del Golfo della Spezia e alle zone limitrofe. Il primo nucleo della raccolta fu acquistato dal Comune della Spezia nel 1902, per la somma di 350 lire da un cittadino sarzanese che le conservava nella propria collezione privata.
    I documenti offrono testimonianze preziose sulle dinamiche politico-sociali dell'epoca, sull'economia delle comunità monastiche e territoriali locali, sulla storia feudale della Lunigiana e sull'antica toponomastica. Particolare rilievo assumono le pergamene legate al Monastero di Santa Maria e San Venerio del Tino, edificato attorno al 1050 dai monaci Benedettini in corrispondenza della sepoltura con le reliquie del santo. Gli atti documentano donazioni, conferme di privilegi, proprietà, diritti e rapporti feudali.
    Molte pergamene presentavano danni accumulati nel corso dei secoli, dovuti a umidità, pieghe, abrasioni e macchie di diversa natura. Il restauro ha previsto la spolveratura e la pulitura dei supporti e degli inchiostri con tecniche professionali, il risarcimento delle lacune e lo spianamento dei materiali ove necessario.
   

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