Torna alla Scala Lucia di Lammermoor, la follia come libertà
Allestimento di Kannis Kokkos, sul podio Speranza Scappucci
Come ultima opera in scena prima della pausa estiva, la Scala torna a proporre Lucia di Lammermoor nell'allestimento di Jannis Kokkos pensato per l'inaugurazione della stagione nel 2020, ma poi saltata per Covid, e presentato con successo al pubblico nel 2023. Ma il regista, che quest'anno festeggia i 40 anni dal suo debutto milanese (nel 1986 come scenografo per Pelléas et Melisande), non vuole che si parli di una ripresa "perché tutti i cantanti sono diversi, hanno una loro personalità".
Il cast è diverso da tre anni fa, ma tutti i protagonisti, c'è da dire, vantano un lungo rapporto con questo "dramma tragico" (come si legge nel sottotitolo, che lo distingue dal melodramma): da Rosa Feola nella parte di Lucia a Piero Pretti in quella del suo amato Edgardo, a Michele Pertusi che la parte di Raimondo ha interpretato per la prima volta nel 1985, agli esordi della sua carriera di basso. Protagonisti in un cast completato da Boris Pinkasovich nella parte del fratello di Lucia che contrasta il suo amore con il il 'nemico' Edgardo, e Leonardo Cortellazzi nella parte di Arturo, l'uomo che Lucia viene forzata a sposare. Sul podio Speranza Scappucci reduce dal successo della direzione della versione francese di Lucia all'Opéra Comique di Parigi.
Di quest'opera - qui riproposta come già nel 2023 nella versione di Napoli del 1835 con la Glass Harmonica suonata da Friedrich Heinrich Kern - Scappucci sottolinea soprattutto la capacità di Donizetti di unire con la musica natura e stati d'animo "in una maniera quasi impressionistica" come l'arpa che nel primo atto rappresenta insieme la cascata e l'animo di Lucia e ancora con "la glass harmonica che diventa il colore della sua mente" nella scena della follia. Particolarità di questa Lucia è infatti la scelta di non fare la cadenza con il flauto ma quella pensata originariamente Donizetti con l'armonica a bicchieri inventata da Benjamin Franklin.
La follia in cui Lucia cade, dopo le pressioni di Enrico e di padre Raimondo, ambigua voce della Chiesa perché sposi Arturo invece di ascoltare il proprio cuore, per lei è libertà nella visione di Kokkos. "La follia è la memoria di Lucia che affiora tutta all'improvviso. Lei è una eroina come nella tragedia greca. E alla fine fa un gesto terribile ma - sottolinea - di libertà. Come le donne che si difendono dalle violenze del marito. Arturo è una vittima innocente però la follia è molto complessa: per Lucia è il modo di essere fuori dal tempo e trovare la sua libertà".
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