Inaugurata in Mongolia la mostra della Biennale dedicata a Marco Polo
ANSA - Cultura

Inaugurata in Mongolia la mostra della Biennale dedicata a Marco Polo

Martedì 23 giugno 2026
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A Ulaanbaatar la quinta tappa del progetto 'È il vento che fa il cielo'

E' stata inaugurata al The Fine Arts Zanabazar Museum di Ulaanbaatar (Mongolia), dove resterà aperta fino al 20 luglio prossimo, la mostra "Dove corrono splendidi cavalli", quinta tappa del Progetto Speciale "È il vento che fa il cielo" dell'Archivio Storico della Biennale dedicato al viaggio di Marco Polo in occasione delle celebrazioni dei 700 anni dalla sua scomparsa (1324-2024).
    Il progetto arriva in Mongolia dopo le tappe di Hangzhou (Cina), Venezia (Italia), Istanbul (Turchia) e Nuova Delhi (India). Alla Mongolia Marco Polo dedicò alcune delle pagine più intense del suo racconto di viaggio, facendone una delle mete emblematiche del suo cammino verso Oriente. L'iniziativa è resa possibile grazie al supporto dell'Ambasciata d'Italia a Ulaanbaatar.
    La mostra presenta le opere di Baatarzorig Batjargal e Dolgor Ser-Od, valorizzando il dialogo tra arti, culture e linguaggi e tracciando un percorso che, sulle orme di Marco Polo, mette in relazione tradizione e contemporaneità, Oriente e Occidente.
    "La Biennale di Venezia - ha affermato il presidente Pietrangelo Buttafuoco - arriva a Ulaanbaatar per tramite del suo Archivio Storico. La tappa in Mongolia assume particolare significato se si pensa che lo straordinario e leggendario viaggio di Marco Polo coincide con la gloriosa Pax Mongolica, un periodo ancora oggi vivo e celebrato nella memoria contemporanea. E proprio sotto i cieli infiniti di questo vasto e sconfinato paese si succedono steppe e paesaggi che hanno ispirato già dal titolo la mostra Dove corrono splendidi cavalli, a testimonianza della libertà di spirito e di orizzonti di chi abita e vive questi territori".
    Per l'Ambasciatrice d'Italia a Ulaanbaatar Giovanna Piccarreta "l'incontro tra gli artisti mongoli e La Biennale di Venezia nel contesto dello storico museo Zanabazar, artista di cui l'Italia ha ospitato per la prima volta ben due mostre nel 2026, trascende la dimensione artistica, per assumere una forte valenza simbolica e politica. Esso testimonia il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Mongolia e Italia e riflette la volontà comune di consolidare i legami attraverso la cultura, quale strumento privilegiato di diplomazia e comprensione reciproca, forti della ricca tradizione storica che ci accomuna, e del rispetto condiviso dei valori democratici e dello stato di diritto, della fede nel multilateralismo e nella promozione della pace".
   

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