'Maria Lai. Essere è tessere', omaggio del Madre all'artista sarda
Fino al 21 settembre a Napoli: dal modernismo regionale fino alle Tele cucite
E' un omaggio importante quello che il Museo Madre dedica a Maria Lai (1919 -2013) artista sarda per sei decenni costante sperimentatrice: dall'assemblage, al tessile, dalla cucitura al collage ma anche con l'oralità. Si apre domani a Napoli (fino al 21 settembre) la mostra 'Maria Lai. Essere è tessere' a cura di Mónica Amor e Carlos Basualdo, in collaborazione con l'Archivio e la Fondazione a suo nome. Il percorso espositivo traccia una serie di mutamenti materici, formali e concettuali mediante i quali Lai ha ridefinito il rapporto tra arte, linguaggio, memoria ed esperienza collettiva.
Astrazione, materialità, femminismo, crisi dell'oggetto artistico nell'Italia del dopoguerra, sono al centro del suo lavoro. Con supporto curatoriale e di ricerca di Giulia Brandinelli, la mostra è allestita al terzo piano in uno spazio di 764 metri quadrati, circa 200 le opere, oltre a materiale documentario e libri d'artista, provenienti da musei italiani e internazionali. Per Ninni Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania, "al centro di questa esposizione c'è l'universo di un'artista straordinaria, Maria Lai, che ha saputo superare i confini tra generazioni e linguaggi creativi.
Attraverso l'uso simbolico di fili, libri e narrazioni, la sua opera si trasforma in un dispositivo di memoria collettiva e di accoglienza".
Angela Tecce, presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee - museo Madre afferma: "Maria Lai, figura fondamentale del Novecento italiano è finalmente restituita dai curatori alla complessità del suo percorso artistico". Eva Fabbris, direttrice del Madre osserva: "Vogliamo dare visibilità e rigore storiografico a pratiche di artiste che hanno operato nella seconda metà del Novecento con una radicalità spesso ancora poco riconosciuta". Il percorso si apre con la formazione accademica e le prime opere riconducibili a un modernismo radicato nel territorio regionale, fino al Progetto Tridimensionale (1970) e a i Telai, del 1971, svolta cruciale nel suo percorso.
Accanto alle celebri Tele Cucite (1974-1976), una sala dedicata ai Libri Cuciti (dal 1978) seguita dallo spazio per Geografie (iniziate intorno al 1981). Legarsi alla montagna, è l' azione collettiva e rituale che coinvolse il paese di Ulassai nel 1981. Una sala dedicata esamina il rinnovato impegno dell'artista nei confronti della sua città natale attraverso materiali d'archivio e documenti.
In parallelo il museo regionale Madre inaugura la seconda mostra del Premio Meridiana, curato di Mario Francesco Simeone: Living Collapse, a cura di Samuele Piazza, che presenta opere degli artisti campani Andrea Bolognino Effe Minelli e Raffaela Naldi Rossano (fino al 28 settembre).
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