Maximilian Nisi, festival di Borgio Verezzi è un festival 'alto' da difendere
Fondo Spettacolo ha attribuito a Borgio punteggio più alto per qualità artistica
Il festival teatrale di Borgio Verezzi (Savona) celebra la sua 60/ma edizione e la festa è resa ancor più bella dal decreto del direttore generale dello spettacolo relativo all'assegnazione dei contributi 2026 del Fondo Nazionale per lo spettacolo dal vivo che nei giorni scorsi ha attribuito a Borgio il punteggio più alto per qualità artistica nella classifica dei festival teatrali italiani.
"Un riconoscimento importante - ha detto All'ANSA Maximilian Nisi, attore, da tre anni direttore artistico del Festival - che premia il nostro progetto triennale. Penso che siano piaciuti alcuni aspetti del nostro lavoro come l'idea di abbattere le barriere territoriali. Non solo la piazzetta e le Grotte già utilizzate in passato, ma anche un'altra piazza, il Torrione, il teatro Gassman. E stiamo lavorando per il recupero delle Cave".
Un altro punto su cui Nisi ha lavorato è quello delle barriere generazionali: "Credo molto nella forza innovativa dei giovani e in questo cartellone ci sono tanti attori giovani e alcuni spettacoli interamente affidati ad attori appena formati ma bravissimi. Lo spettacolo "Don Giovanni" di Molière con la regia di Carlo Sciaccaluga (8 e 9 luglio) avrà scene prodotte dall'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova". Il cartellone quest'anno si articola in tredici spettacoli, 10 dei quali prime nazionali: "Sto cercando di difendere la qualità a scapito del facile consenso. Muoversi controcorrente è estenuante: il richiamo del 'tutto esaurito' è una tentazione violenta per amministrazioni e sponsor. Ma il successo commerciale dura una stagione. Prestigio e un'identità permanente sono per sempre.
Chi dirige un Festival come questo deve fare cultura, scuotere gli spettatori, far pensare". Uno degli obbiettivi di Nisi per il prossimo futuro è lavorare sulla "comunicazione": "Non si debbono cambiare i contenuti, renderli 'più facili' per fare il tutto esaurito, ma il modo in cui raccontarli. Alle persone piace essere messe alla prova, sentire che un'opera, un discorso o uno spettacolo sta offrendo loro una chiave per capire meglio se stessi o il mondo. C'è una dignità innata nel pubblico che risponde con entusiasmo quando gli si propone qualcosa di bello, di alto, di pulito".
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