Crepet, 'la mescolanza è una ricchezza non una minaccia'
ANSA - Cultura

Crepet, 'la mescolanza è una ricchezza non una minaccia'

Giovedì 25 giugno 2026
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'La nostra identità non nasce dalla chiusura, ma dall'incontro tra popoli'

"La mescolanza? Personalmente la considero una ricchezza, non una minaccia. Le civiltà sono sempre state porose: si cresce grazie agli scambi, non grazie alle chiusure". La visione è dello psichiatra Paolo Crepet, Premio Hemingway 2026 nella categoria Avventura del pensiero.
    Crepet è atteso a Lignano Sabbiadoro sabato, prima in occasione del suo incontro pubblico alle 17 al Cinecity, poi con tutti i vincitori, per la cerimonia di premiazione, alle 20.45.
    Nel suo ultimo saggio, Riprendersi l'anima (HarperCollins), Crepet parla di mescolanza e Mitteleuropa: "Perché la Mitteleuropa - spiega Crepet in vista dell'appuntamento sul litorale friulano - rappresenta una cultura della contaminazione. È un'area che ha prodotto idee, movimenti artistici, letteratura e pensiero capaci di attraversare i confini. Non possiamo dimenticare ciò che ci hanno lasciato queste culture. La nostra identità non nasce dalla chiusura, ma dall'incontro continuo tra popoli, lingue e tradizioni diverse".
    E a proposito di identità, è proprio nella cultura di confine che Crepet ritrova la sua: "Mio padre era veneziano, mia madre era nata a Zara, i miei avi erano francesi. Nella mia famiglia c'erano già mari, montagne e culture diverse che si incontravano".
    Crepet a Lignano presenterà la sua ultima fatica letteraria dialogando con la curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet: un libro concepito come un antidoto contro l'omologazione, contro i rischi della tecnocrazia e della violenza sotterranea ed esplicita.
   

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