Joseph Kosuth torna a Villa Serena, l'arte come esperienza di cura
Presentato il volume dedicato all'opera permanente nella struttura sanitaria
Il pioniere dell'arte concettuale Joseph Kosuth è tornato a Villa Serena, a Città Sant'Angelo, in provincia di Pescara, per presentare il volume dedicato a "Un'Osservazione Grammaticale #10, Pescara", l'opera permanente che dal 2017 caratterizza l'auditorium della struttura sanitaria.
L'incontro ha riunito studiosi di arte, neurologia, sociologia e organizzazione aziendale per riflettere sul rapporto tra cultura, salute e qualità degli ambienti di cura. A dialogare con l'artista è stato il critico d'arte Lorenzo Madaro. Sono intervenuti anche Sandro Sorbi, Pina Lalli e Domenico Bodega.
L'installazione fa parte di una serie avviata da Kosuth alla fine degli anni Ottanta e prende il titolo da Ludwig Wittgenstein. L'artista utilizza un brano di Gabriele d'Annunzio isolandone la sola punteggiatura: virgole, punti e apostrofi diventano segni luminosi che percorrono il perimetro superiore della sala, trasformando la grammatica del linguaggio in grammatica dello spazio.
"Mancavo da molto tempo, e ritornare oggi mi rende profondamente felice", ha detto Kosuth. "L'opera continua a fare esattamente ciò che avevo immaginato. Non voglio fornire risposte facili: ciò di cui l'arte ha bisogno sono le domande che ciascuno deve porsi".
La presenza di un'opera permanente all'interno di una struttura sanitaria rappresenta la visione di Villa Serena, che considera la cura come un'esperienza capace di coinvolgere non solo la dimensione clinica, ma anche cultura, relazioni e qualità degli spazi.
Il volume, edito da Villa Serena e progettato dallo stesso Kosuth, raccoglie contributi di studiosi provenienti da discipline diverse, proponendo una riflessione sul legame tra estetica e cura e confermando il ruolo della struttura come luogo di incontro tra ricerca scientifica, innovazione e umanizzazione dell'assistenza.
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