Monumentale statua di papa Bonifacio VIII in prestito da Bologna a Roma
ANSA - Cultura

Monumentale statua di papa Bonifacio VIII in prestito da Bologna a Roma

Mercoledì 1 luglio 2026
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Sarà esposta dal 2 luglio nella grande mostra diffusa 'Roma in moneta'

Eccezionalmente in prestito dal Museo Civico Medievale di Bologna, dal 2 luglio la monumentale statua di papa Bonifacio VIII, realizzata nel 1301 da Manno di Bandino da Siena, sarà esposta nella capitale per la grande mostra diffusa 'Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna', allestita nel Tempio di Romolo al Parco archeologico del Colosseo. La statua, alta 275 centimetri, rivestita di rame dorato e realizzata con una tecnica più tipica dell'oreficeria che della scultura, trasforma il ritratto del papa, rappresentato con la tiara nell'atto della benedizione apostolica, in un'icona del potere temporale.
    In vista della movimentazione della statua, le indagini diagnostiche non invasive hanno permesso di acquisire numerosi dati sul buono stato di conservazione dell'opera e sulle tecnologie utilizzate per la sua realizzazione, implementando le conoscenze scientifiche sulla scultura, unica per materiali utilizzati e per dimensioni.
    Per il Museo Civico Medievale la partecipazione all'esposizione è un'occasione per mettere in dialogo un pezzo di straordinaria rilevanza della propria collezione con rare opere provenienti dalle principali istituzioni pubbliche e private italiane. La mostra, aperta al pubblico dal 2 luglio al 27 settembre, racconta la storia della città di Roma, dalla sua fondazione fino ai nostri giorni, attraverso uno dei suoi documenti più significativi, la moneta, ed è promossa dal Ministero della Cultura, Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Museo Nazionale Romano, Parco archeologico del Colosseo e Vive-Vittoriano e Palazzo Venezia. "Il prestito del ritratto di Bonifacio VIII - commentano i curatori Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi - rappresenta in modo esemplare ciò che il sistema culturale italiano può realizzare quando le istituzioni collaborano in una logica di rete".
   

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