I finalisti dello Strega in Messico, successi e silenzi a pochi giorni dal vincitore
ANSA - Cultura

I finalisti dello Strega in Messico, successi e silenzi a pochi giorni dal vincitore

Venerdì 3 luglio 2026
1 visualizzazione

In 400 per Mari, Nucci e Rui al Museo di Antropologia. L'8 luglio la premiazione a Roma

(di Mauretta Capuano) Auditorium sold out al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico per i finalisti del Premio Strega 2026. Della sestina in corsa in questa edizione speciale per gli 80 anni del più importante riconoscimento letterario italiano erano presenti - all'evento organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura, e aperto dall'ambasciatore Alessandro Modiano - Michele Mari, Matteo Nucci ed Elena Rui, applauditi la sera del 2 luglio da un pubblico di 400 persone e protagonisti di firmacopie e selfie a sorpresa.
    Nel più importante museo del Messico, che custodisce la più vasta collezione mondiale di arte precolombiana, le tensioni che hanno segnato il lungo tour dei finalisti - per le indiscrezioni sulle offese che Mari avrebbe pronunciato nei confronti di Michela Murgia, provocando la reazione di Teresa Ciabatti in difesa dell'amica scrittrice morta nel 2023, sul pulmino che li portava il 18 giugno a Bisceglie, in Puglia - sembrano essere ormai svanite, un capitolo chiuso, del quale nessuno vuole più parlare.
    Ma chi vincerà lo Strega 2026? Di Mari, che pare resti comunque il favorito alla vittoria, è da poco stato pubblicato in Messico 'Tu, sangrienta infancia' (Tu, sanguinosa infanzia) per l'editore messicano Pomelo Press per cui è uscito anche 'Locus, desperatus' e che a ottobre 2026 pubblicherà 'I convitati di pietra', pronto per la Fiera del libro di Guadalajara.
    "Non mi sembra verosimile che tra qualche giorno finisca tutto. Siamo ormai talmente condizionati da questi ritmi, da questo calendario così martellante" dice all'ANSA Michele Mari a pochi giorni dalla finalissima dell'8 luglio, per la prima volta in Campidoglio a Roma. "Qui a Città del Messico, al netto della stanchezza, che non è poca comunque, mi ha fatto piacere soprattutto conoscere i miei editori e le mie traduttrici che hanno fatto, da quel poco che ho potuto vedere, un ottimo lavoro anche sul piano grafico. Hanno fatto una copertina per 'Tu, sangrienta infancia' molto bella, che riprende anche elementi tribali, elementi preistorici della città messicana salvando il verdino del mio racconto sui puzzle intitolato 'Certi verdini' e poi mi sembra che abbiano lavorato oltre che con molta precisione, con molta passione. Sono molto grato a chi fa questo lavoro perché non è scontato, è fantastico". Su quello che è accaduto sul pulmino verso Bisceglie lo scrittore non vuole proprio tornare. "Veramente - dice - non ho nulla da aggiungere.
    Al netto delle polemiche che ci sono state sarebbe stato comunque faticoso".
    Matteo Nucci, secondo in cinquina con 'Platone. Una storia d'amore' (Feltrinelli) che potrebbe rimontare ulteriormente verso la vittoria finale, è emozionato: "È stato commovente questo incontro in una sala strapiena di uno dei musei più belli del mondo, con una partecipazione particolarissima. Mi preparo alla finale come mi sarei sempre preparato: che io vinca o perda, ho prenotato in una trattoria di Trastevere dove vado a festeggiare", racconta Nucci che con un gruppetto di giornalisti ha fatto, tra interviste e incontri, una visita nel quartiere di Santa Maria la Ribera, uno dei più storici e autentici a ovest del centro storico di Mexico City, alla casa in cui ha vissuto la scrittrice e filosofa Francesca Gargallo, lasciata in eredità alla figlia Helena, dove abita una comunità di sei persone che stanno progettando di realizzare una biblioteca pubblica.
    Si sapeva da tempo che Ciabatti, in corsa con Donnaregina (Mondadori) non avrebbe partecipato alla tappa internazionale del tour, così come era prevista l'assenza di Bianca Pitzorno con la sua 'Sonnambula' (Giunti) per motivi di salute e di Alcide Pierantozzi con 'Lo sbilico' (Einaudi). Rui, ripescata in sestina, corre con Vedove di Camus (L'Orma).
    L'interesse per la cultura italiana è fortissimo in Messico e quest'anno vede un'ulteriore crescita con l'avvicinarsi della Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara con l'Italia Ospite d'Onore, dal 28 novembre al 6 dicembre 2026, dove arriverà il vincitore del Premio Strega.
    Sono sette i giurati selezionati dall'Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico che contribuiranno, dopo la sestina, al vincitore di questa edizione. "Ci tengo a precisare che ogni anno cambiamo il corpus dei giurati e coinvolgiamo anche i traduttori messicani" spiega il direttore dell'Istituto, Gianni Vinciguerra.
    Sulla scia del grande successo della Tempesta silenziosa di Baricco la serata di premiazione vedrà in 4 punti di Roma - Arena Parco dell'Acquedotto, Arena Corviale, Casa del Cinema e Museo Macro - la diretta proiettata all'aperto su maxi schermi.
    "Un esperimento interessante" come dice il direttore della Fondazione Bellonci Stefano Petrocchi.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Condividi questo articolo