Elena Sofia Ricci, 'inaccettabile abituarsi all'orrore, dovremmo prendere più posizione'
ANSA - Cultura

Elena Sofia Ricci, 'inaccettabile abituarsi all'orrore, dovremmo prendere più posizione'

Sabato 4 luglio 2026
1 visualizzazione

L'attrice all'Italian Global Series: "Basta con le prime serate che iniziano alle 22"

Una terza stagione "nella quale ritroveremo quella Teresa ruvida, aspra, scontrosa, che tratta tutti male, ancor più le persone a cui vuole bene, un personaggio che abbiamo imparato ad amare". Una donna "coraggiosa che combatte da commissaria e profiler di serial killer, i mostri fuori ma anche il mostro che ha dentro, l'alzheimer. Stavolta poi scopriremo, senza sconti, anche altre cose sul suo passato". Così Elena Sofia Ricci descrive, parlando con i giornalisti all'Italian Global Series, I Casi di Teresa Battaglia - Figlia della cenere, nuova stagione diretta da Kiko Rosati della serie crime per Rai 1 di cui è protagonista, in arrivo nella prossima stagione, tratta dal terzo romanzo della saga di Ilaria Tuti, pubblicata da Longanesi.

"Nella mia vita, fin da ragazza, ho sempre avuto paura del conflitto, di dire le cose come forse avrei dovuto, in maniera più assertiva. Anche per difendermi, quando qualcuno mi feriva: invece spesso non ne sono stata capace - spiega l'attrice vincitrice, fra gli altri, di tre David di Donatello e quattro Nastri d'Argento - . Da Teresa sto imparando molto, nella mia vita personale ma anche come donna, come cittadina. Credo che lei sia un esempio piuttosto interessante su come si possano dire le cose con forza quando ci sono delle ingiustizie clamorose, soprattutto di fronte a quello che stiamo vivendo in questi ultimi anni che è sconvolgente. A me mancano veramente le parole per commentare dove l'uomo è arrivato, anche nel non saper prendere posizione". Di fronte "a certe dichiarazioni, ti viene da pensare che è meglio restare in silenzio, ma la maggior parte delle volte invece dovremmo gridare il nostro disappunto, la nostra indignazione. In molti l'abbiamo fatto e non dovremmo smettere, perché purtroppo l'essere umano ha un bruttissimo vizio, quello di adattarsi. Il pericolo è che ci si abitui all'orrore e questo è inaccettabile. Io penso che in ciascuno di noi dovrebbe albergare una Teresa Battaglia, il cui cognome è tutto un programma. Dovremmo scendere in campo e protestare forse un po' di più".

Dall'inizio della sua carriera l'attrice ha alternato teatro, tv e cinema: "Una lezione appresa da Mastroianni, che era un amico di famiglia - racconta -. Quando gli ho detto che volevo fare l'attrice, lui mi ha consigliato 'accetta tutto, fai tutto perché questo mestiere si impara facendolo". Oggi però è diversa la percezione di chi lavora in tv: "Ormai tutti vogliono fare le serie, ma per anni, sono stata considerata un'attrice di serie B perché recitavo in tante fiction - sottolinea -. Io fin da quando avevo 19 anni ho voluto essere un'attrice e una donna libera da questo punto di vista, un po l'ho pagato ma ho avuto anche il dono di lavorare nella mia carriera con attori meravigliosi, da Tognazzi a Erland Josephson".

Il suo percorso comunque l'ha resa una beniamina assoluta del pubblico, anche se con ruoli più accoglienti, da suor Angela in Che Dio ci aiuti a Giulia Spizzichino in Una farfalla impazzita, da Francesca Morvillo in Giovanni Falcone - L'uomo che sfidò Cosa Nostra a Veronica Lario in Loro, il dittico di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi: "Un film che in Italia è sparito, diventerà preziosissimo - dice sorniona -. Invece l'edizione internazionale la puoi trovare dappertutto, una cosa che mi fa sorridere". La sfida "con Teresa è stata anche far innamorare il pubblico di un personaggio che all'inizio può risultare più respingente, ma di cui ti innamori". Un'impresa riuscita, anche se nella tv di oggi "tutte le serie sono penalizzate dalla programmazione - osserva -. C'è da protestare anche per gli orari di queste messe in onda, che sono scandalosi. Su questo sono avvelenata. Una volta partivano alle 20,30, poi alle 21, poi alle 21.15, adesso alle 22. Non è giusto, così assassini il lavoro di tutti. È ingiusto vedere i nostri prodotti così maltrattati. Tra competitor trovino il modo di mettersi d'accordo". 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Condividi questo articolo