Emma Dante apre il festival Sempre più fuori, poi Motus, Gualtieri e gli stranieri
A Roma dal 6 al 17 luglio a Villa Massimo, Verano, Goethe-Institut e Spazio Rossellini
(di Paolo Petroni) Sarà Emma Dante, reduce dal Leone d'oro per il Teatro alla Biennale di Venezia, a aprire il 6 luglio il festival Sempre più fuori a Roma, con 'Fantasmi di Basile', anticipo di due nuove tappe più una già nota del suo ormai lungo lavoro sul 'Cunto de li cunti' di questo scrittore napoletano barocco vissuto tra Cinque e Seicento, creatore della fiaba moderna.
"Sono estremamente affascinata della narrazione visionaria di Basile, che contiene elementi molto grotteschi, figure sopra le righe, che sono frequenti nel mio teatro - spiega la regista -.
È un linguaggio che richiama la maschera, perché certe cose si possono dire, certe parole si possono pronunciare solo indossandone una, reale o immaginaria che sia. Si ride, ma sempre con un retrogusto amaro che appartiene in particolare a una certa tradizione del sud".
Fino al 17 luglio teatro, musica, danza, performance, cinema, letteratura e fotografia compongono un programma multidisciplinare che intreccia presenze nazionali e internazionali indagando i linguaggi contemporanei all'Accademia Tedesca Villa Massimo, il Cimitero Monumentale del Verano, il Goethe-Institut Rom e lo Spazio Rossellini diventano tappe di un racconto comune. "Volevamo un festival in cui i linguaggi artistici potessero agire senza essere ridotti o semplificati - spiegano i direttori artistici Antonino Pirillo e Giorgio Andriani -. Un contenitore in cui la complessità non venisse risolta, ma resa abitabile".
Dopo Emma Dante sarà la volta della performer e regista argentina Marina Otero con 'Ayoub', in scena con Ibrahim Ibnou Goush per un'indagine tra amore, morte e fratture del presente.
Appuntamento particolare poi quello per i 35 anni di attività dei Motus con una mostra per ripercorrerli e la proposta della performance 'Deamon', interpretata da Enrico Casagrande e Alexia Sarantopoulou, oltre al film documentario [ÒDIO], indagine con adolescenti sul concetto di odio e girato tra Roma, Rimini e Amburgo.
Il programma è ricco e citeremo ancora solo Mariangela Gualtieri che in 'Ruvido umano' intreccia poesia e live Electronics. Poi Enzo Cosimi che, in co-realizzazione con ATCL, propone la performance site-specific sul progetto coreografico 'Venere vs Adone'. Antonio Viganò scrive e dirige una nuova versione di La tempesta, produzione Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt e Gli Scarti ETS, con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia. Maurizio Rippa che, in un luogo carico di memoria come il Cimitero Monumentale del Verano, ripropone Piccoli Funerali, piccoli riti funebri ispirati a Spoon River di Edgar Lee Masters e a Cartoline dai morti di Franco Arminio.
La sezione musicale del festival riunisce cinque visioni sonore che attraversano generi e intensità diverse, da Bunny Dakota a Magenta, Oniria Lumina di Gianfranco De Franco, I'm not a DJ Silvia Calderoni e il chitarrista Iacopo Schiavo. Mentre l'appuntamento con la letteratura, a cura di Accademia Tedesca è dedicato alla poetessa turca naturalizzata tedesca Dilek Mayatürk. Il film scelto per questa edizione di Sempre più Fuori è infine 'Solo Sunny' di Konrad Wolf, opera di culto che restituisce un ritratto autentico della DDR nei primi anni Ottanta, orso d'argento alla Berlinale. Chiude il programma la consueta Cena al buio, a cura dell'Unione Ciechi e Ipovedenti di Roma.
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