AS3, ossia com'è lottare 'senza paura e senza speranza' a Rebibbia
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AS3, ossia com'è lottare 'senza paura e senza speranza' a Rebibbia

Lunedì 2 febbraio 2026
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Un libro di Valerio Callieri nato da un laboratorio di scrittura nel carcere

(di Chiara Venuto) VALERIO CALLIERI, 'AS3' (Fandango Libri, pp. 204, euro 16,50).
    "Bisogna saper lottare senza paura e senza speranza". È in queste parole di Sandro Pertini che si può racchiudere il significato di 'AS3', libro di Valerio Callieri per Fandango Libri (pp. 204, euro 16,50) nato da un laboratorio di scrittura tenuto dall'autore nel carcere di Rebibbia.
    Si tratta di un romanzo che parla di tre donne che si ritrovano a condividere le giornate nella sezione di Alta Sicurezza di Rebibbia e, grazie alla condivisione di racconti ed emozioni (e non senza qualche ritrosia), cercano di dare un senso alla propria vita, tra passato, presente e futuro.
    Il racconto parte dalla storia di Anna, ex trafficante internazionale di cocaina, ora trasferita nel complesso penitenziario romano. Alle sue spalle ha una serie di errori che l'hanno portata a perdere ogni cosa: dalla libertà alla figlia Veronica, che si allontana da lei perché non riconosce nella madre la capacità di prendere atto dei propri crimini e del loro effetto sulle persone. Anna si ritrova a scontrarsi con la moralità dell'adolescente, e nella speranza di poterle spiegare meglio il proprio punto di vista insiste con le altre detenute del gruppo affinché tutte condividano le proprie vicende.
    Così si viene a scoprire qualcosa in più su Monica, che si presenta come un'ex rapinatrice cinica e rabbiosa, ma ha dovuto conoscere abusi e ora combatte con il timore che il figlio torni sulla strada sbagliata dopo essere stato in prigione. Mentre Virginia, donna romanì che da bambina fu tenuta incatenata e, poi, salvata da un cugino, riconosce nello spazio di confronto un'opportunità per stare meglio ed essere più forte, proprio ora che sta per uscire.
    Il tutto con il supporto 'imperfetto' di un'educatrice che ha la propria battaglia da affrontare e si trova davanti a una scelta di carriera (e di vita) che le impone una riflessione sui propri obiettivi e desideri. Anche per lei, la decisione sul da farsi arriva dalla 'stanza della socialità' a Rebibbia e i risultati raggiunti lì.
    Tra citazioni dall'Anna Karenina di Lev Tolstoj, l'Antigone di Sofocle, e persino di Giovanni Falcone, quello che ne risulta è che non sempre è facile distinguere tra il bene e il male e certi dubbi e sentimenti sono universali. E proprio ritrovando questa umanità comune è possibile superare pure le barriere più invalicabili, fino a trovare un contatto vero, dentro e fuori dalle mura.
   

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