Giorgio Assumma, 'quando Baudo mi spinse a operarmi con la scusa di un invito a cena'
ANSA - Cultura

Giorgio Assumma, 'quando Baudo mi spinse a operarmi con la scusa di un invito a cena'

Mercoledì 12 agosto 2026
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Il ricordo del legale e amico a un anno dalla scomparsa del conduttore

"Era il 1987 quando, come suo legale, stavo trattando il passaggio di Pippo Baudo a Canale 5 dove sarebbe stato ingaggiato come direttore artistico e come conduttore. Il mio medico di fiducia mi diagnosticò un'ernia inguinale, dovuta probialmente a uno sforzo effettuato in occasione dell'attività sportiva che in quel tempo praticavo.
    Tale medico mi prescrisse un'operazione chirurgica da effettuare a breve, anzi a brevissimo termine. Pippo, venutone a conoscenza, con molto affetto mi stimolò a fare con la massima sollecitudine quanto il medico mi aveva prescritto. Io, invece, indugiavo". Comincia così il racconto di Giorgio Assumma, storico legale e amico fraterno di Pippo Baudo, morto un anno fa, il 16 agosto.
    "Era un periodo in cui il mio lavoro era molto intenso, anche a causa della trattativa con Mediaset", spiega Assumma, già presidente della Siae e avvocato di tanti personaggi dello spettacolo. "Decisi di rinviare di un mese l'intervento a quando sarei stato meno preso dagli impegni. Dopo qualche giorno, mentre continuavo nel mio atteggiamento defatigatorio, Pippo mi invitò a cena. Mi disse che aveva scoperto un nuovo ristorante, sulla via Nomentana, dove avremmo mangiato dell'ottimo pesce.
    Accettai con piacere. Pippo mi venne a prendere, con il suo autista. Senonché quando arrivammo alla meta, in una villa piena di alberi, mi accorsi che lì non c'era alcun ristorante. Si trattava di una clinica. Un chirurgo già mi aspettava. Una camera dove pernottare era stata prenotata a mio nome. La sala operratoria era stata fissata per l'operazione di ernia all'indomani".
    "Tutto andò bene. Quando dopo l'intervento fui riportato in camera, trovai ad aspettarmi mia moglie, Pippo con due suoi abituali coautori ed un vassoio pieno di babà. Pippo, per amicizia, era capace di questo e di molto altro", conclude Assumma rendendo omaggio all'amico di sempre.
   

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