La Madonna scomparsa di Ferruzzi in un docu tra mistero e riscoperta
ANSA - Cultura

La Madonna scomparsa di Ferruzzi in un docu tra mistero e riscoperta

Giovedì 20 agosto 2026
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L'opera del pittore ottocentesco al centro del lavoro del regista Giacomo Ravenna

(di Samantha De Martin) Una delle sue ultime apparizioni, prima di far perdere misteriosamente le tracce, era stata in uno scatto di Vittorio Alinari che a Firenze ne aveva realizzato una fotografia originale.
    Apparsa in seguito su alcuni francobolli emessi in Medio Oriente, eletta a icona mariana mondiale con il suo potere salvifico, la 'Madonnina' di Roberto Ferruzzi di strada ne ha fatta, dal sud America al Giappone, dall'America all'India. Non ultimo il successo in Croazia, dove lo scorso 30 luglio si è aggiudicata il premio 'Best Story' alla terza edizione del Croatian International Film Festival di Šibenik (Sebenico), città natale del suo pittore. L'olio su tela, beniamino della devozione popolare, oggi considerato perduto (la leggenda più accattivante lo vorrebbe finito in fondo al mare durante la Prima guerra mondiale) è recentemente tornato alla ribalta grazie al docufilm 'Roberto Ferruzzi, il pittore della Madonnina' del regista di Torreglia (Padova) Giacomo Ravenna. Il documentario, una produzione del Comune di Torreglia, realizzato grazie anche al contributo di Luxardo S.p.A. e Studio Verde S.r.l., acquistato in Italia da Tv2000, è già disponibile sulla piattaforma Play2000.
    "Il riconoscimento ricevuto - spiega il regista - premia anche la straordinaria storia di un artista che merita di essere riscoperto. Per la distribuzione internazionale stiamo collaborando con Adr Distribution, società con sede a Roma, che sta presentando il progetto a diversi mercati esteri". La produzione ha il merito di accendere i riflettori sulla vita e l'opera di un artista poco noto al grande pubblico, amico di Cesare Pollini e Mariano Fortuny, conoscitore dei cambiamenti estetici e sociali del nuovo secolo. Nel 1897 era sbarcato con la sua 'Maternità' alla II Esposizione internazionale d'arte di Venezia quando era stato il pubblico stesso a ribattezzarla 'Madonnina', colpito dalla tenerezza della giovanissima ragazza raffigurata mentre stringe al petto un bambino addormentato. Una scena quotidiana di maternità priva di simboli religiosi evidenti. Girato tra Italia e Croazia, a Sebenico, Venezia, Padova e Torreglia, il documentario si avvale di testimonianze, ricostruzioni storiche, materiali d'archivio e immagini dei luoghi che hanno segnato la vita del pittore del quale, ribadisce Ravenna, "il Comune di Torreglia possiede dal 1989 ben 20 opere". Pur essendo il lavoro più importante di Ferruzzi, sepolto a Luvigliano di Torreglia, la 'Madonnina' non è stato l'unico. "Molte altre sue creazioni - continua il regista - conobbero una grande notorietà all'epoca e potranno essere scoperte all'interno del docufilm. Come sottolinea la storica dell'arte Maddalena Scarabottolo, è stata quest'opera a rendere celebre l'artista, e non il contrario". Fondamentali per ricostruire cronologicamente vita e opere, la tesi di laurea di Eleonora Drago e un ampio lavoro di ricerca basato sulla consultazione di diversi libri, con "una parte considerevole del materiale documentario messa a disposizione dai familiari di Ferruzzi, in particolare dalla famiglia Giovannetti di Roma".
    Raccontare cinematograficamente qualcosa che non si può mostrare è stato, secondo il regista "l'aspetto più delicato e complesso del docufilm". "Oggi non sappiamo dove si trovi la Madonnina originale. Nel documentario, lo storico e biografo dell'artista, Gionata Ceretta, offre alcuni indizi sulla sua possibile sorte". A interpretare il ruolo di Ferruzzi, Vittorio Attene, che "ha saputo dare al personaggio una dimensione profondamente umana e sentimentale". Luigi Salamon firma invece le musiche originali, "traducendo in musica le emozioni che cercavo di raccontare attraverso parole e immagini".
   

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