Vincenzo De Lucia, 'De Filippi la mia imitazione più riuscita, sogno un Tonight Show'
L'attore da marzo a teatro, "in tv ormai si osa poco. Sanremo? Se Stefano chiama, ci sono"
(di Claudia Fascia) Maria De Filippi, Mara Venier, Laura Pausini, Silvia Toffanin, Barbara D'Urso, Lilli Gruber hanno una cosa in comune: Vincenzo De Lucia. Il 39enne attore napoletano che ormai da anni veste i panni delle signore della tv, e non solo, nella sua personale interpretazione che ha portato anche sul palco dell'Ariston all'ultimo festival di Sanremo. "La scelta di concentrarmi sulle donne, pur mantenendo sembianze maschili, e non sugli uomini è stata dettata dall'unicità: non lo faceva nessuno. A lungo andare so che però potrebbe tradursi anche in una trappola. Per questo non escludo che prima o poi quando ci sarà il personaggio giusto, proverò anche a portare un'immagine diversa, maschile", racconta De Lucia, che in curriculum vanta partecipazioni a Made in Sud, Domenica In, Stasera tutto è possibile, Only Fun - Comico Show, aggiungendo anche che la sua "concezione dello spettacolo è molto più larga: non vorrei fermarmi solo alle imitazioni".
Tanto è vero che tra i suoi mentori mette sicuramente Alighiero Noschese - "vinsi il premio a lui dedicato nel 2009 poco più che ventenne e fu così che lo scoprii" -, Loretta Goggi e Virginia Raffaele, ma anche e soprattutto Gigi Proietti, Anna Marchesini e Raffaella Carrà. "Io arrivo dal teatro, quello popolare, in vernacolo. Era ciò che volevo fare nella vita, ma non si lavorava tanto e così ho iniziato a fare serate". Quasi una sorta di ripiego, di cui però De Lucia non si pente: "No, no, anzi. Mi diverte tantissimo. Mi pesa però la colonizzazione che un certo tipo di televisione ti richiede. Non c'è volontà di osare e si cerca di andare sempre sul sicuro. Ma io so di avere più carte da poter giocare. In Italia non è perdonata la versatilità e mi dispiace non avere la possibilità ogni tanto in tv di togliermi la parrucca dalla testa. Cosa che invece faccio nei miei show a teatro. È lì che si vede se effettivamente hai le capacità per fare questo mestiere, oppure no".
E a teatro vuole tornare presto, con uno spettacolo che sta rodando e che sarà in tournee da marzo 2027. "Si chiamerà Pronto, squilla il telefono, un discorso a 360 gradi sull'evoluzione della comunicazione. Il telefono da semplice soprammobile a estensione del nostro corpo. Passando ovviamente per le signore della televisione, e per altri personaggi anche nuovi, che mi abitano e che proprio al telefono si faranno in qualche modo sentire". De Lucia non nega di aver preso ispirazione da Franca Valeri. "L'omaggio a lei è d'obbligo. Il suo 'pronto, mammà' ha ispirato la scrittura e la stesura del testo".
La tv per ora rimane lì, in attesa. "Bisogna farne un uso oculato, perché la televisione tende a esaurire velocemente quello che ha. Ora vive un momento cruciale, con il web che le sta rubando il pubblico. Non sembra capace di stare al passo e si limita a ripetersi. Non credo sia finita la creatività, solo la capacità di osare e di sperimentare. Tutti quelli che fanno tv, hanno un progetto nel cassetto". Anche Vincenzo De Lucia? "Certo! Ma non l'ho proposto ancora a nessuno: mi piacerebbe un Tonight Club Show, da seconda serata, con il quale riproporre, in maniera un po' più internazionale, l'intrattenimento, come si fa al Moulin Rouge o al Lido. Una formula con talenti non ancora abusati dal piccolo schermo. Il pubblico premia i tentativi di sperimentare, vedi Bar Stella o Belve. Basta alla tv che fa solo interviste, riproponendo mille volte la storia di Al Bano o quella di Lino Banfi. O indugiando sulla cronaca nera che diventa gossip e inciucio, dimenticando le vittime".
A qualcos'altro l'attore non direbbe di no: una chiamata dall'amico Stefano De Martino per Sanremo, dopo l'esperienza di quest'anno che lo ha visto sul palco per tre serate. "Sì, andrei subito. Quello di Carlo Conti non è stato un festival che ha messo tutti d'accordo, ma comunque vuoi mettere la soddisfazione di dire 'io c'ero'? Anche perché non sai se ti ricapiterà, anche se lo spazio a disposizione non era tanto per via dei tanti big in gara. Se Stefano, con il quale ho lavorato tanto, chiama, ci sono, ma senza pressioni: sta facendo una delle cose più delicate nella carriera di un conduttore. Lui ha grande merito: sa mettere a proprio agio le persone, farle sentire libere ed essere ottima spalla". A febbraio fu quasi un passaggio obbligato quello di portare Maria De Filippi: "Tutti dicono che sia il mio personaggio più riuscito, forse lo ammetto anche io.
Sicuramente è quello al quale sono più affezionato per la fortuna che mi ha regalato. Un altro personaggio al quale devo dire grazie è Mara Venier: mi viene naturale e lei è una donna generosissima. Pare che dica che le piace solo come la imito io". Il più difficile invece è stato quello di Barbara D'Urso, "All'inizio non era centrata, mi sono dovuto evolvere con lei, mentre Simona Ventura non mi è mai riuscita". Quello al quale ha dovuto rinunciare: "Monica Setta, per l'affaire Belve e poi per una questione di stile perché c'è la collega Giulia Vecchio che già la fa". Alcuni, come Lilli Gruber, sono invece solo sui social: "Per la tv non è considerata abbastanza pop".
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