Festival della Fotografia Etica, contro le immagini fabbricate le storie viste davvero
ANSA - Cultura

Festival della Fotografia Etica, contro le immagini fabbricate le storie viste davvero

Giovedì 27 agosto 2026
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La diciassettesima edizione dal 26 settembre al 25 ottobre a Lodi

"In un tempo in cui le immagini possono essere fabbricate in pochi secondi, scegliamo storie che qualcuno è andato a vedere davvero" dice Alberto Prina, direttore del Festival della Fotografia Etica, presentando la diciassettesima edizione del festival, in programma a Lodi dal 26 settembre al 25 ottobre.
    Centro focale si conferma il World Report Award - Documenting Humanity, riconoscimento tra i più importanti nel fotogiornalismo e nella fotografia documentaria. Tra i lavori in mostra spiccano 'Ice - Broken Families' di Carol Guzy, vincitrice della categoria Master, che documenta il trauma dei minori di fronte alle deportazioni di massa negli Stati Uniti tra giugno e dicembre 2025, e 'When Buddha Stopped Smiling' di Chinky Shukla, che racconta la silenziosa resistenza delle comunità del Rajasthan legate ai test nucleari indiani.
    Tra i progetti scelti per lo Spazio Nonprofit, che mette in luce la fotografia come strumento d'azione e denuncia per le ong, Ginevra Bonina per Pinkishe Foundation affronta lo stigma della povertà mestruale in India con Out for Blood; Antti Yrjönen per Finn Church Aid mostra la resistenza delle scuole ucraine trasferite nei rifugi antiaerei con Classroom Below Ground; Max Cavallari il soccorso nel Mediterraneo per SOS Humanity.
    Nuove sedi andranno poi a ridefinire il percorso del festival all'interno della città: l'ex-Chiesa di Santa Chiara Nuova ospiterà lo Spazio Ambiente con la mostra 'Elements of Wonder' dell'australiano Jon McCormack, che rivela le intricate trame del mondo naturale; il Museo Diocesano accoglierà invece il lavoro dell'americano Elliot Ross 'Question of Balance' sull'approvvigionamento d'acqua nell'ovest americano.
    "Vogliamo offrire - sottolinea Prina - uno spazio in cui la fotografia diventi strumento di conoscenza, capace di farci sentire nostre le storie altrui e di spingerci a pensare con senso critico a ciò che accade vicino e lontano da noi" .
   
   

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