Morto Franco Fontana, maestro della fotografia e del colore
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Morto Franco Fontana, maestro della fotografia e del colore

Sabato 29 agosto 2026
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Era nato a Modena nel 1933. Il sindaco Mezzetti, 'annus horribilis per la nostra città'

(di Antonio Giovannini) Si è avvicinato alla fotografia da autodidatta e ha trasformato ben presto una passione amatoriale in una ricerca professionale che lo ha portato a diventare uno tra i nomi più importanti degli ultimi decenni, le cui opere si contraddistinguono per l'uso del colore e l'equilibrio della composizione. Franco Fontana, nato a Modena il 9 dicembre 1933 e scomparso oggi, fin dagli anni Sessanta ha sviluppato un linguaggio del tutto personale, rivoluzionando il ruolo del colore nella fotografia: non più semplice elemento descrittivo, ma autentica struttura compositiva dell'immagine. Attraverso campiture cromatiche nette, linee essenziali e rigorose geometrie, Fontana ha interpretato paesaggi e architetture come costruzioni visive autonome, sospese tra realtà e percezione.
    "Scattare è questione di pensiero - diceva alcuni anni fa - Bisogna fotografare quello che si sente, non quello che si vede.
    Le immagini sono un'emanazione del fotografo, traducono in un linguaggio universalmente comprensibile la sua interpretazione del mondo".
    Fontana ha pubblicato oltre settanta libri con diverse edizioni italiane, giapponesi, francesi, tedesche, svizzere, americane e spagnole, ha esposto in Gallerie e Musei di tutto il mondo con oltre 400 partecipazioni tra collettive e personali, le sue opere sono in più di 50 collezioni di Musei. Nel suo lungo percorso ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali, ha firmato molte campagne pubblicitarie (tra cui Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Snam, Robe di Kappa), ha collaborato in redazionali con Life, Vogue Usa e Vogue Francia, Venerdì di Repubblica, Sette del Corriere della Sera, Times, Frankfurter Allgemeine. Ha tenuto corsi al Politecnico di Torino e all'Università Luiss di Roma e ha collaborato con il Guggenheim Museum di New York, il Centre Georges Pompidou e i Ministeri della Cultura giapponese e francese.
    La sua prima mostra personale ha avuto come scenario proprio Modena, nel 1968, ed è stata nuovamente la sua città a rendergli omaggio nel 2019 con un'esposizione, 'Sintesi', che ha ripercorso la sua carriera in due sezioni: da un lato un excursus di storie in vari luoghi del mondo (da Cuba agli Stati Uniti, dalla Cina al Kuwait) restituito da immagini che si focalizzavano soprattutto su paesaggi urbanizzati, oltre a quelli naturali che hanno reso famoso l'autore; dall'altro circa 120 foto selezionate dal fondo di 1.600 opere che l'artista ha donato a partire dal 1991 a Comune di Modena e Galleria Civica, una collezione che delineava i rapporti intrecciati con grandi protagonisti della fotografia, da Mario Giacomelli a Luigi Ghirri e Gianni Berengo Gardin, da Arnold Newman a Josef Koudelka e Sebastiao Salgado.
    E "l'inaugurazione degli spazi dell'ala nuova del Palazzo dei Musei nel 2024, con la sua mostra, resterà sempre nella nostra memoria", aggiunge il sindaco Massimo Mezzetti, per il quale la scomparsa di Fontana "rende ancora più dolorosa una stagione per la cultura modenese. In pochi mesi abbiamo perduto personalità come Franco Vaccari, Francesco Guccini, Giuliano Della Casa e ora Franco Fontana: artisti diversissimi tra loro, ma accomunati da radici profonde nella nostra città e dalla capacità di portare Modena nel mondo. È difficile non considerare questo un vero annus horribilis".
   

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