'Parole ad altezza d'uomo' tra arte contemporanea e suggestioni dantesche
ANSA - Cultura

'Parole ad altezza d'uomo' tra arte contemporanea e suggestioni dantesche

Lunedì 31 agosto 2026
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Trenta opere di Alberto Orioli dal 4 settembre alla Biblioteca Classense di Ravenna

Una mostra tra arte contemporanea e suggestioni dantesche: è 'Parole ad altezza d'uomo' di Alberto Orioli, in programma alla Biblioteca Classense-Manica Lunga di Ravenna dal 4 settembre al 17 ottobre. In esposizione circa trenta opere di Alberto Orioli, giornalista che da una quindicina d'anni affianca all'attività professionale quella artistica. La mostra rientra nell'ambito del Settembre dantesco promosso in occasione del 705/o Annuale della morte del Sommo Poeta.
    L'esposizione si articola in tre sezioni: Menabò, Elementi formali e Dante, quest'ultima dedicata a una serie di opere nate dalle pagine della Commedia, selezionate da edizioni internazionali e dalle riproduzioni digitali dei rari incunaboli quattrocenteschi conservati nelle collezioni della Classense.
    Orioli celebra la bellezza delle parole stampate su carta di giornale nelle lingue di tutto il mondo: i suoi collage creano contaminazioni tra caratteri tipografici differenti, dando vita a una sorta di lingua visiva, puramente emozionale, che diventa eco di una lingua ancestrale, universale e unica, una lingua che oggi si può, come suggerisce l'artista, "parlare e ascoltare con gli occhi". Al centro della ricerca di Orioli c'è anche una riflessione sul linguaggio contemporaneo e sul tragico lessico imposto dal contesto globale delle guerre in corso, con il carico di violenza, aggressività e polarizzazione amplificato dalla nuova cultura dei social network. Il titolo della mostra assume così un significato ambivalente: se da un lato le opere denunciano l'uso delle parole come strumento di conflitto, dall'altro tendono a costruire un linguaggio universale, gioioso, inclusivo, solidale e pacifico, un sistema di parole che sia davvero "all'altezza dell'essere umani", degno di raccontare la bellezza di un nuovo umanesimo.
    Alberto Orioli è stato per quarant'anni al Sole 24 Ore, che ha lasciato da vicedirettore vicario. Si dedica all'attività artistica da una quindicina di anni e ha esposto tra l'altro a Milano, Roma, Firenze.
   

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